EBREI, VANGELO SECONDO GLI

EBREI, VANGELO secondo gli. - Apocrifo sorto nell'ambiente giudeo-cristiano. Si discute se sia da identificare con NAZARENI (v.), degli Ebioniti (v.), dei Dodici Apostoli (v. APOCRIFI LIBRI).

La soluzione «classica» (così chiamata da E. Amann), comune fino al 1900 - sostenuta ancora da G. Bonaccorsi, raggruppa quegli apocrifi in due vangeli: uno ortodoso (v. secondo gli E., da identificarsi con il vangelo dei Nazarei); l'altro eterodoso (vangelo degli Ebioniti, da identificarsi con il vangelo dei Dodici Apostoli).

In questa soluzione il V. secondo gli E. sarebbe quello che gli Ebrei convertiti chiamavano semplicemente «il vangelo». Sarebbe stato composto in armaio verso la fine del sec. I, poi presto tradotto in greco. Questo gioco sarebbe già conosciuto da S. Ignazio Martire e citato da Clemente Alessandrino - Origene. Al tempo di Eusebio non se ne conosceva più la versione greca, ma si conservava l'originale armaico nella biblioteca di Cesarea di Palestina. S. Girolamo (le cui asserzioni sono poste in dubbio da G. Bardy in Mélanges de science reli., 3 [1946], pp. 5-36) lo avrebbe consultato, ne avrebbe trovata una copia anche a Berea (Aleppo) presso i nazarei (vangelo dei Nazarei), e ne avrebbe fatta una versione in greco e in latino. Alcuni ritengono si tratti di versioni parziali ad uso personale; Bardy sostiene che s. Girolamo ebbe solo l'intenzione di tradurlo. Nei commenti e nelle opere di s. Girolamo sarebbero conservati frammenti della versione latina, nelle note marginali di certi codici greci di Matteo si conserverebbero frammenti della versione greca, con la rubrica: «το Ιουδαϊκό».

S. Girolamo (seguito da Zahn - Hilgenfeld) lo considerava addirittura come l'originale armaico di Matteo. Harnack lo considera indipendente dai sinottici, Lagrange invece ne sostiene la dipendenza.

I pochi frammenti giunti a noi (undici nell'ed. di di Bonaccorsi, pp. 1-7) non permettono di risolvere adeguatamente la questione.

Altre soluzioni sono date da A. Schmidtke (1911) e da H. Waitz (1912). Il primo distingue tre vangeli:

pastori e pescatori. In queste funzioni così estese si deve forse vedere l'influsso orfico.

Ebbe culta diffuso: santuari famosi furono quelli di Egina e di Argo, ad Atene ebbe culto sull'Acropoli. Fu molto popolare come dei degli spiriti e degli spettri, identificata con Artemide e Persefone e connessa con l'oltretomba (v. DIVINITÀ). Come dei unifranale era invocata dagli stregoni per azioni magiche ed incantesimi.

BIBL.: E. Rohde, Psyche, II, 6-10 ed., Tubinga 1925, p. 407 seg.; G. Giannelli, s. V. in Ent. Ital., XIII (1931), p. 384 seg.; M. Nilsson, Geschichte der Griechischen Religion, I, Monaco 1941, p. 684 seg.