EHSES, STEFAN

EHSES, Stefan. - Storico ecclesiastico, n. a Zeltlingen sulla Mosa il 9 dic. 1855, m. a Roma il 19 genn. 1926. Frequento l'Università di Würzburg, e, ordinato sacerdote nel 1883, venne a Roma per ricerche nell'Archivio Vaticano. Ritornato in patria, fu parroco ad Ehrenbreitstein ed a Coblenza.

Tornato a Roma, divenne segretario dell'istituto romano della Görresgesellschaft.

Curò l'edizione dei Nuntiaturbriche aus Deutschland 1885-1590 (2 voll., Paderborn 1895-99); e dei Conti di Trentini Actorum nella serie Concilium Tridentinum (Soc. citas Görresiana; voll. IV-IX, Frührgno in Br. 1904-24). Altra opera preziosa sono i Römische Dokumente zur Geschichte der Ehescheidung Heinrichs VIII (Paderborn 1893). Fu assiduo collaboratore della Römische Quartalschrift e dello Historisches Jahrbuch.

Bibl.: H. Bastgen, S. E. Zum Andenken, in Römische Quartalschrift, 34 (1926), pp. 83-88. Silvio Furlani.

Eichendorf, Joseph. - L'ultimo poeta romantico tedesco, n. a Lubowitz il 10 marzo 1788, m. a Neisse il 27 nov. 1857. Grande per lo spiccato predominio dell'elemento lirico, che fin nel romanzo e nel dramma soverchia racconto e azione, ma che gli detto Lieder d'imparggiabile levità, sconfinanti nel sogno e nella musica. Tale temperamento portandolo a tradurre in atto l'ideale, improntò anche la sua vita reale.

Presagiti i prossimi conflitti per la sua patria in Alnung und Gegenwart (romanzo già compiuto nel 1811), acerrimo nemico della dominazione straniera, s'arruolò volontario al momento della lotta, e fece le campagne 1813-15. Fervente cattolico, non solo esaltò la sua religione in molteplici scritti letterari storico-critici, miranti anche a una revisione del dominante giudizio critico protestante e celebranti il cattolicesimo come sola fonte della poesia moderna (Über die ethische und religiöse Bedeutung der neueren romantischen Poesie in Deutschland, 1847; Der deutsche Roman des 18 Jahrh. in seinem Verhältnis zum Christentum, 1851; Zur Geschichte des Dramas, 1854; Geschichte der poetischen Literatur Deutschlands, 1857; nonché l'ottima traduzione in tedesco dei drammi religiosi di Calderón, 1846-57), ma spiegò azione conseguente (adoprandosi, p. es., per il restauro del convento di Marienburg, dimettendosi dal Ministero dei culti a Bernino per il suo rigido sentimento cattolico; atteggiamento nocivo sul tardi alla sua arte, che troppo cedette a preoccupazioni di contenuto: Julian, 1853; Robert und Giuscard, 1855; Lucins, 1857). E fu il lirico romantico popolare (la sua poesia s'informò non poco al Volkslied, onde la collaborazione al Wunderhorn di Arnim e Brentano), dalla fede pura, dai sensi candidi, dallo sconfinato amore per la natura, dall'innoce umorismo, che fra voluttà religione elegge risolutamente questa (Marmorbild). Le sue Poesie (comparse già nel 1813) furono raccolte nel 1837. La ridondanza di Lieder in romanzi e novelle comprova la prevalenza sentimentale; la stessa Via d'un buono a nulla (la più famosa sua novella) può perciò dilettare solo i veri amici della poesia. L'epica è di difficile lettura; la migliore tragedia è Der letzte Held von Marienburg.

Bibl.: H. Brandeburg, J. V. E., sein Leben u. sein Werk, Monaco 1922; K. Jakubczyk, E. Weltbild, Habelschwerdt 1923; H. V. Eichendorff, J. V. E., sein Leben u. seine Schriften, 3° ed., a cura di W. Kosch e K. V. Eichendorff, Lipsia 1923. Sulla lirica: J. Nadler, E. J. Jvirk, Praga 1908; E. Reinhard, E.-Studien, Münster 1908. Inoltre T. Ibing, E. Verhärtnis zur Volkskunst, Marburg 1912; R. Schindler, E. als Literarhistoriker, Zurigo 1926; W. Kicherer, E. und die Presse, Heidelberg 1934; W. Weche, E. Romane, Münster 1936; L. Bianchi, Italien in E. S. Dichtung, Bologna 1937; I. Dustmann, E. S. Prosa, Bonn 1938; W. E. Skidmore, E.'s Waltanschauung as revealed in his language, diss., Urbana 1942. Giovanni Guerra.

Eichstätt, Diocesi di. - La diocesi di. è suffragante della metropoli di Bamberg e comprende regioni della Franconia centrale, del Pala-tinato superiore, della Baviera della Svevia nonché della Baviera superiore, con un totale di 334.456 cattolici dei 606.708 ab. della regione. La diocesi ha una superficie di 602 kmq.; conta 574 chiese, delle quali 216 sono parrocchie. Vi sono 452 sacerdoti secolari e 94 regolari; 12 case religiose maschili e 9 case religiose femminili. La città di E. possiede un seminario ed una università per filo-

sofa e teologia. Fra le organizzazioni per le opere di carità sono da ricordare 20 case di assistenza e 4 case d'infanzia, 65 luoghi di cura, 4 orfanotrofi, 10 ospedali e 12 ospizi per vecchi. Vi sono inoltre 74 unioni di assistenza e 110 leghe di carità (1948).

La diocesi fu fondata da S. Bonifacio nel 741 ca, ed era suffragante di Magonza. Dall'1882 al 1866 era un cosiddetto Fürstbistum e divenne, nel 1821, dopo la sacro-larizzazione, suffragante di Bamberg.

Fin dal 900 i canonici della Cattedrale avevano una grande influenza nel governo della diocesi; il vescovo Heribert diminuiva però nel 1022 il numero dei canonici portandolo da 70 a 50, e nel 1234, ve ne furono solo 30. Il primo vescovo ausiliare venne nominato nel 1309. Durante la riforma di Luttero i territori delle contee di Ansbach (1528) e le città di Norimberga e Weissenburg, il palatinato di Neuburg e le contee di Ottingen divennero protestanti. Tuttavia rimanevano per sempre al culto cattolico la città di E., il territorio bavarese ed i domini dei Cavalieri Teutonici.

Vescovo Martino V. Schaumberg creò nel 1564 il Collegio Willibaldino, uno dei primi seminari tridentini di Germania.

Dal tempo di Carlomagno il territorio secolare dei vescovi di E. possedeva la immunità; nel 1305 il vescovo possedeva un territorio di 20 miglia quadrate con una rendita di 800.000 fiorini. Il capitale del Capitolo della Cattedrale aumentò, nel tempo della secolarizzazione, fino a raggiungere la somma di 3 milioni e 400 mila fiorini. Durante la secolarizzazione (1800-1803) la diocesi venne divisa fra la Baviera, e la Prussia e nel 1806 dipese completamente dalla Baviera.

Il 24 nov. 1821 fu poi eretta, secondo concordato bavarese, ed a base del decreto della circoscrizione del 1817, la diocesi (Landesbistum) di E. come suffragante di Bamberga senza che i confini venissero mutati. La vita ecclesiastica riprese il suo sviluppo sotto la guida di zelanti vescovi. Nel 1838 venne nuovamente eretto il Seminario Tridentino, e nel 1843 una università filosofica e teologica sotto la guida del vescovo.

Il primo vescovo, S. Willibald, nacque nel 700 in Inghilterra. Durante i suoi pellegrinaggi con suo padre e suo fratello Wunibald, veniva a Roma e si recava in Palestina. Nel 740 egli tornò in Germania dietro preghiera di S. Bonifacio, e fondò i monastri di E. e di Heidenheim.

Gebhard I, vescovo nel 1042 fu dal 1055 papa col nome di Vittore II (m. nel 1057). Il vescovo Gundekar II (1057-75) dava il suo nome al Gundekarianum, un libro pontificale, che è l'oggetto più prezioso del tesoro della Cattedrale. Nella Controriforma resse la diocesi Cristoforo V. Westerstetten (1612-36) il quale vi chiamò Gesuiti e Cappuccini. Dopo il 1821, data della nuova erezione della diocesi, il più noto vescovo è Carlo Agostino V. Reisach (1836-46) il quale fondò nel 1843 la università di liceo di dieci, nel periodo del Kulturkampf, asilo agli studenti di teologia della Germania superiore.

La tomba di S. Willibald è custodita nella basilica romanica eretta nel periodo dal 1042 al 1060. Noto è il suo chiostro del tardo gotico; nota è anche la chiesa degli Arcangeli, del tardo Rinascimento, detta anche chiesa dei Gesuiti. In stile barocco è la residenza dei vescovi che possiede una biblioteca composta di 500 mila volumi. Ad occidente della città di E. si trovano le rovine di un castello medievale detto di Willibald ed un altro a due torri in stile Rinascimento che dal 1060 fino al 1619 fu la residenza dei vescovi.

Bibl.: J. V. DAX, Gesch. der Bisch. n. Reichsfürsten V. E., 2 voll., Landshut 1848-85; F. Heidingsfelder, Die Zustände im Reichsstift E. am Ausgang des M. A., Ratisbona 1911, V. indici; L. Bruggaier, Die Wahlbiblificationen der Bisch. V. E., 1:39-1790.