ELIA D'ENNA, SANTO

ELIA d'ENNA, santo. - Monaco greco-siculo dalla vita avventurosa, n. ad Enna (Castrogiovanni) ca. 1825, m. il 17 ag. 903. Fatto schiavo dai Saraceni, fu condotto in Africa, da dove riuscì a fuggire e si diede a pellegrinare per la Terra Santa, dove ricevette l'abito monastico, per la Grecia, l'Egitto, l'Africa e la Sicilia, riducendosi infine a Taormina.

Stando per cadere la città, E. si trasferì in Calabria, dove fondò un monastero a Saline presso Reggio. Peregrinò a Roma, fu ad Amalfi e, dopo molte altre peripezie, si ritirò in una spetenza sul Monte Aulina, presso Palmi. L'imperatore Leone VI il Filosofo lo volle a Costantinopoli. Nel viaggio di ritorno, E. morì a Tessalonica. Il suo corpo fu trasferito ad Aulina, che prese il nome da lui, da dove poi passò a Galatro.

Bibl.: La vita si trova nel cod. greco messinese 29 (ff. 196-204). Fu tradotta in latino da A. Fiorito e pubblicata da G. Gacani, in Vitae SS. Scipionum, II, Palermo 1657, riprodotta in Acta SS. Augusti, III (1867), pp. 489-507; D. Marrie, Calabria sacra e profana, I, Cosenza 1877, pp. 282-85; M. Scaduto, Il monachismo basiliano nella Sicilia medievale, Roma 1947, pp. XXVIII-XXIX.