ELIA di CORTONA. - Ministro generale dei Frati Minori, n. ad Assisi o dintorni ca. il 1180, detto di Cortona dal luogo della morte. Entrato tra i Minori, fu presto in grande considerazione presso il Fondatore che lo scelse come ministro della nascente provincia francescana di Siria dal 1217 al 1220, ove fondò residenze ed organizzò l'apostolato tra i cristiani e i musulmani. Dopo aver accompagnato s. Francesco nella visita ai Luoghi Santi, tornò con lui in Italia nella primavera del 1221 e, morto Pietro Catani (10 marzo 1221), fu dal Santo prescelto a succedergli quale vicario, ufficio che tenne fino al 1227, meritandosi dal Poverello morente (1226) una
(per corsista di morte A. P. Fratte)
ELIA di CORTONA - Frate E., dipinto da Dono Doni (sec. XVI).
Assisi, S. Convento.
speciale benedizione. Dopo la morte di s. Francesco, prese parte al Capitolo generale del 1227, nel quale fu eletto come primo ministro generale dell'Ordine Giovanni Parenti.
Per incarico di Gregorio IX presiedette alla costruzione della basilica di Assisi, di cui il Pontefice pose la prima pietra il 17 luglio 1228; nel 1230 la chiesa inferiore era già ultimata, e nell'occasione del Capitolo generale della Pentecoste fu inaugurato il nuovo tempio e vi fu trasferito il corpo del Serafico Padre. I partigiani di E. tentarono senza riuscirvi di rimetterlo a capo del Ordine, con la violenza. Con l'appoggio di Gregorio IX fu eletto ministro generale (1232).
Durante il suo governo E. dette grande impulso alle missioni tra gl'infedeli, si adoperò per l'unione dei Greci alla Chiesa Romana e specialmente promosse gli studi dell'Ordine. Tenuto in grande considerazione per le sue doti, amico dell'Imperatore e del Papa, fu da questi inviato nel 1258 ambasciatore a Federico II. Però molti e gravi difetti macchiarono la sua condotta, specialmente per il governo dispotico, che turbava la tranquillità dell'Ordine, scontentando specialmente i sacerdoti e i letterati, che riuscirono, nel 1230, a farlo deporre da Gregorio IX ed eleggere in sua vece Alberto da Pisa. Ritiratosi ad Assisi, poi a Cortona, dove nel 1245 costruì una Chiesa ed un convento in onore di s. Francesco, prese più tardi le parti dello scomunicato Federico II e fu egli stesso scomunicato da Gregorio IX nel 1240 e di nuovo poi da Innocenzo IV nel 1244. In tale anno E. si portò a Nicea ed a Costantinopoli, ambasciatore di Federico II. Il ministro generale Giovanni da Parma (1247-57) tentò di ricondurre E. all'Ordine, ma questi si rifiutò per timore del giusto castigo. Verso la Pasqua del 1253 si ammalò in Cortona ed esortato dall'amico Buono, priore della badia di S. Bartolomeo a Cegliolo, a pentirsi del male fatto e dell'apostasia dell'Ordine. E. lo fece volentieri e ricevuta l'assoluzione dalla censura da Bencio, arciprete di Cortona, e gli ultimi Sacramenti dai confr-
telli, morì il 22 apr. dello stesso anno. Fu qui sepolto nella chiesa di s. Francesco. Gli furono attribuiti alcuni trattati di alchimia.
Studii: I. ARB, Vita di Iratu E., Parma 1783, 3ª ed., ivi 1819; è la prima biografia critica moderna; E. Lemop, Febre E. de Cortone, Perici 1901; P. Sabatier, Examen de la vie de fr. E. de Spessium vitae minis de trois fragments inédits (Opuscules de critique historique, 9), Parigi 1904; G. Gelubovich, Biblioteca bio-bibliografica della Terra Santa e dell'Oriente francescano, I. Quaracchi 1906, pp. 106-17; D. Spasacio, Fr. E. compagno vicario e incessore di s. Francesco, Milano 1923; L. Mirri, Fr. E. de Cortona, in Miscellanea Francescana, 31 (1931), pp. 86-93, 175-87, 233-43; S. Attal, Fr. E. compagno di s. Francesco, Roma 1936; è l'opera più recente, ma ha scarso valore critico. Riccardo Pratesi