ELIO ARISTIDE. - Retore, n. ad Adriano poli nella Messia il 1177 d. C. da ricca famiglia, m. ca. il 1189. Studiò a Pergamo e ad Atene. Nel 137 visitò Rodi e l'Egitto soffermandosi ad Alessandria dove riscosse i primi applausi per i suoi discorsi. Nel 155 venne in Italia dove contrasse una forte malattia che lo travagliò per 17 anni. Si fece allora fedele devoto di Esculapio di cui frequentava assiduamente il tempio di Pergamo dal quale credette avere delle rivelazioni per curare la sua malferma salute. Non trascurò tuttavia di comporre numerosi discorsi. Nel 176 ebbe l'onore di parlare alla presenza di Marco Aurelio Comodo a Smirne, dai quali ottenne più tardi anche degli aiuti per la stessa città distrutta da un terremoto.
Rimangono di E. A. 53 discorsi su svariati argomenti, scritti con una certa classicità di stile, ma molto superficiali e ripieni di accademica eloquenza. Degni di nota sono il XIV in cui fa l'elogio di Roma, ed il XLVI in un passo del quale invece contro i cristiani accusando di insubordinazione alle autorità costituite.