Enciclopedia Cattolica vol. V, 1950 Storia, storici e biografie varie Storici, biografie varie

ELISABETTA, REGINA D'INGHILTERRA

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Noto anche come: inglese: Good Queen Bess, The Virgin Queen, Elizabeth I, Queen Elizabeth I; francese: Élisabeth Ire d'Angleterre; Elisabetta I d'Inghilterra

ELISABETTA, regina d'INGHILTERRA. - N. a Greenwich il 7 sett. 1533, m. a Richmond il 24 marzo 1603. Figlia di Enrico VIII e di Anna Bolena, successe alla sorellastra Maria in un grave momento della storia nazionale (1558).

Come figlia della Bolena, i cattolici non potevano ritenerla quale legittima erede al trono; perciò essi guardavano alla cattolica Maria Stuarda, regina di Scozia, la parente legittima più vicina di Enrico VIII. Ai cattolici rincresceva invece la politica filo-spagnola seguita dalla defunta regina Maria e non dispiacque loro che E. se ne emancipasse per seguire altri indirizzi. Ma educazione e « ragion di Stato » portarono E. ad una politica filoprotestante quale era stata quella del fratellastro Edoardo VI. Infatti, con l'abile cooperazione di Sir William Cecil, ella sino da principio riuscì a farsi riconoscere universalmente, ma fece anche subito sentire la sua politica religiosa. Con il 1559 (27-28 febbr.) impose l'« Atto di supremazia », redatto sul modello di quello di suo padre, e rese di nuovo la corona arbitra « in tutte le cose a cause spirituali, ecclesiastiche o temporali » ingiungendo ai funzionari laici ed ecclesiastici di non riconoscere l'ingerenza di alcun potere straniero sulla Chiesa d'Inghilterra e il 26-28 apr. impose l'« Atto di uniformità », con il quale si proibiva la Messa e s'introduceva, con l'obbligo di uniformarvisi, la nuova liturgia del Book of Common Prayer di Edoardo VI. Con ciò ripeteva il gesto di Enrico VIII; ma pur mantenendo l'ordinamento gerarchico da lui conservato, continuava invece sulla linea di Edoardo VI quanto al dogma e alla liturgia, orientandoli verso il calvinismo; depose i vescovi nominati sotto la regina Maria, permise il matrimonio agli ecclesiastici, e nel 1563 sintetizzò la dottrina in 39 articoli che tutti dovevano professare; rendendo in tal modo difficilissima la condizione dei cattolici, privi di pastori. Con bolla del 25 febbr. 1570 Pio V, dopo avere invano sperato in una resipiscenza, scomunicò E. come eretica, sciogliendo i sudditi dall'obbligo di fedeltà.

ELISABETTA, regina d'INGHILTERRA - Ritratto. Inclusione di Johann Wierik (1600).
ELISABETTA, regina d'INGHILTERRA - Ritratto. Inclusione di Johann Wierik (1600).

Ma le leggi persecutrici si aggravarono con nuovi editti più restrittivi, sia per controbilanciare le conseguenze della bolla di scomunica (2 apr. 1571), sia per la preservazione della Regina da presunte congiure papiste (23 nov. 1584) fino ad ordinare ai sacerdoti di partire dal regno, a proibire ai giovani di rendersi seminaristi nel continente e a diffidarli, se mai, di ritornare, pena anche la morte (genn. 1585). Non bastando vennero gli editti del 1590 e 1591 contro i sacerdoti e i laici che li ospitassero o ne assistessero alla Messa e finalmente il 2 nov. 1602 si ebbe l'editto dell'esilio assoluto di tutto il clero.

Ciò non ostante né i sacerdoti vennero meno, né i laici si arresero alle false ingiunzioni. Durante il regno di E. si contano 200 cattolici tra sacerdoti e laici uccisi per la loro fede, dei quali molti beatificati dalla Chiesa o proposti per la beatificazione; il numero poi di quelli che, senza perdere la vita, o perdettero i beni o dovettero esulare o languirono nelle tette prigioni, supera di parecchio il migliaio.

E., pur tenendo a bada i principi che anelavano alla sua mano, non volle contrarre matrimonio con alcuno; a seguendo una cauta politica di sostegno della causa protestante sul continente, non volle compromettere troppo apertamente la sicurezza del paese e della corona. Aiutò i Paesi Bassi protestanti, inserti contro la Spagna, e gli ugonotti francesi contro la Lega cattolica. Partecipò con il proprio capitale privato alle imprese di corsari e colonizzatori che, con l'attaccare i convogli mantini che trasportavano metalli preziosi dall'America in Spagna e con l'aprire nuovi territori al commercio inglese, minavano le basi della potenza di Filippo II. Ma si rifiutò per decenni, contro l'espresso parere dei suoi consiglieri, di scendere in conflitto aperto contro di lui, e solo dopo molte esitazioni adottò quella radicale politica nei confronti di Maria Stuarda che portò alla condanna a morte e all'esecuzione di queste (1587).

Il conflitto con la Spagna, inevitabile da che l'espansione marinara e coloniale della nazione minacciava la supremazia del re cattolico nelle acque americane, scoppiò infine, per iniziativa di Filippo II, che aveva apprestato una potente Armada, nel 1588. La vittoria di E., mentre segnò l'inizio della preponderanza marinara inglese, fece crollare definitivamente le speranze di Filippo II di stabilire il predominio spagnolo-cattolico nell'Europa settentrionale. Gli ultimi anni del regno di E. segnarono un ulteriore progresso nello sviluppo economico e nella coesione interna della nazione. Quando la regina morì, nel 1603, le condizioni materiali del paese erano fra le migliori che la storia inglese ricordi; ma anche l'intolleranza religiosa contro i cattolici era al suo culmine.

Bibliografia8 opere
BIBL.: M. Creighton, Queen Elizabeth, Londra 1896; Pastor, VII-XI (v. indice); J. H. Pollen, History of catholics under Queen Elizabeth, ivi 1921; M. Merckx, Königin Elizabeth von England and the Zeit, 2ª ed., Bielefeld 1926; R. B. Wernham e J. C. Walker, England under Elizabeth, Londra 1932; J. B. Black, The reign of Queen Elizabeth, Oxford 1936; T. Maynard, Queen Elizabeth, Londra 1943; M. Waldman, Elizabeth and Leicester, ivi 1944.

Ottavio Buriè

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Di Ottavio Barié

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), coll. 246–248.

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Barié, Ottavio. “Elisabetta, regina d'inghilterra.” In Enciclopedia Cattolica, vol. V, coll. 246–248. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950. https://azioneromana.com/it/article/elisabetta-regina-d-inghilterra.

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Barié, Ottavio. “Elisabetta, regina d'inghilterra.” Enciclopedia Cattolica, vol. V, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950, coll. 246–248. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/elisabetta-regina-d-inghilterra.

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