ELIODORO ('Ηλιόδαρος «dono dei Sole»). - Primo ministro di Seleuco IV, re di Siria (187-175 a. C.). Figlio di Eschilo, di nobile famiglia antiochena,
fu educato con Seleuco, che particolarmente lo onorò. In due iscrizioni, trovate a Delo, E. è detto «parente del re» a «preposto agli affari reali» (cf. II Mach. 3, 7). Ciò spiega l'accoglienza che gli fu fatta a Gerusalemme, quando, dissimulando una visita alla Siria e alla Fenicia, fu mandato dal re a requisire i tesori depositati nel Tempio.
E. svelò al pio Onia III, sommo sacerdote, la sua missione, e, nonostante le pacate ma ferme rimostranze di questo, il lutto generale dei sacerdoti e della cittadinanza, entrò nel Tempio per compierla. Ma interven-
(per cortesia del dott. B. Degenhart)
ELIGIO, santo - S. E. nella sua bottega. Dignito di Taddeo Gaddi (1ª metà del sec. XIV) - Parigi, collezione Spitidon.
ne il Signore: un cavallo montato da uno splendido cavaliere lo colpì con gli zoccoli anteriori sul petto, mentre due altri angeli lo fustigarono, sì che cadde a terra. Portato via dai suoi, privo di sensi, ebbe salva la vita per intercessione di Onia, e tornato ad Antiochia riferì al re il suo insuccesso, ironizzando sull'insistenza di Seleuco per un nuovo tentativo (II Mach. 3, 7-40). E. uccise Seleuco e il figlioletto erede, nel vano tentativo di impossessarsi del trono, che passò ad Antioco IV (cf. Appiano, Syria, 45).
La scena suggestiva di E. scacciato dal Tempio ispirò parecchie opere d'arte; celebre l'affresco di Raffaello nelle Stanze del Vaticano. - Vedi tav. XIX.