ELIOGABALO (IMP. M. AURELIUS ANTONINUS), IMPERATORE ROMANO

ELIOGABALO (Imp. M. Aurelius Antoninus), IMPERATORE ROMANO. - N. ad Emesa nel 204, m. a Roma l'11 marzo 222. Figlio di Vario Marcello e Giulia Soemia, si chiamava Vario Avito, ma è più comunemente conosciuto con il nome di E., dal dio di cui fu sacerdote ad Emesa durante l'esilio della famiglia dei Severi cui apparteneva. Per gli intrighi della nonna Giulia Mesa che lo fece credere figlio di Caracalla, nella primavera del 218 fu proclamato imperatore in seguito ad una rivolta di soldati. Giovane depravato, in cui erano compendiati tutti i vizi e le stravaganze orientali, tentò di sostituire agli dèi dell'Olimpo il culto del suo dio Elagabalo con gli annessi riti orgiastici e sanguinari.

Article illustration
Ida B. Dabruch, Antike Portella, Bonn 1917, tom. II, II ELIOGABALO - Ritratto (sec. III) - Roma, Museo delle Terme.
Venuto a Roma verso la fine del 219 vi portò l'arcilito sacro di Emesa per il quale costruì un tempio sul Palatino raccogliendovi tutti i simboli venerati del mondo antico: il fuoco di Vesta, la statua di Cibele, gli scudi di Marte, il Palladio. Era sua intenzione stabilire un sincretismo religioso a tutto vantaggio del suo dio solare. Sottopose i Romani alle sue vergognose manie offrendo sacrifici alla pietra sacra di Emesa alla presenza di senatori e cavalieri, dipinto ed abbigliato come una donna e circondato da eunuchi e baccanti. Lasciò però in pace i cristiani, sia perché essendo la loro religione di origine orientale trovava grazia ai suoi occhi, sia perché pensava di farne un elemento della sua bizzarra riforma religiosa. Attesta infatti il suo biografo Lampridio che E. aveva intenzione di coadunare nel suo tempio anche dei giudai, dei samaritani e dei cristiani affinché il suo sacerdozio fosse in possesso dei segreti religiosi del mondo intero (Helio, 3). La morte immatura gli impedì di effettuare il suo strano progetto che però avrebbe certamente incontrato energiche resistenze da parte dei cristiani. Divenuto infatti inviso a tutti, specialmente dopo che aveva tentato di disfarsi del cugino Alessandro Severo, già da lui adottato, i pretoriani, appoggiati dal Senato e dal popolo, l'uccisero insieme con la madre e ne gettarono il cadavere nel Tevere.

BIBL.: E. Callegari, Il salotto di una imperatrice romana, Roma 1902; G. Duviquet, Hiliogabale, Parigi 1903; G. Pasciucce, Elagabale, Felice 1902; P. Allard, Storia critica delle persecuzioni, 3 ed., vers. it., Firenze 1935, pp. 167-70.

Agostino Amore

Cite this article

“ELIOGABALO (IMP. M. AURELIUS ANTONINUS), IMPERATORE ROMANO.” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 169. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/eliogabalo-imp-m-aurelius-antoninus-imperatore-romano.