ELIOPOLI d'EGITTO. - Città egiziana, l'antica On (κον), capitale del 13° norno del Basso Egitto, sacro al dio con la testa di falco Atum, creatore per eccellenza, a cui erano sacri l'icneumone, la fenice e il toro Mnevis, considerato come sua incarnazione; Atum presto fu poi identificato con gli dèi solari
nella divinità sincretistica di Atum-Ri'e Harahte, e incluso nella enneade eliopolitana, di cui fu il capostipite.
Ca. il 2000 a. C. Amenemhè'e I (din. XII) innalsa a lui un tempio sontuoso sulle rovine di uno precedente; lo migliora il figlio Zenwošre I (il Sesostri del Greci). Il tempio diventa presto un centro di scienza sacerdotale; Strabone (XVII, 27-28) visita ivi ancora le stanze, dove sarebbero stati alloggiati Platone ed Eudosso, ma vi trova soprattutto le tracce delle devastazioni di Cambise e constata ormai la decadenza della scienza sacerdotale antica; nota invece la presenza di obelischi, di cui uno ancora sopravvive (arabo el-misallah) di granito di Syene, alto più di 20 m., con iscrizione geoglifica di Zenwošre, posta in occasione della festa Sed, cioè del giubileo; un altro obelisco cadde nel sec. XII; sopravvivono ora, accanto all'obelisco, rovine della città e, a 5 km., una necropoli. Nella Bibbia 'On è citata cinque volte: dapprima in Gen. 41, 45-50 e 46, 20 come patria del suocero di Giuseppe, in Ex. 1, 17 come una delle città costruite dagli Israeliti su ordine del Faraone.
A ca. 1 km a sud delle rovine di E., verso sud, in direzione del Cairo è oggi il villaggio di el-Ma'jarijjah, dove sorge il cosiddetto «albero di Maria», cioè un sicomoro piantato nel 1672 e caduto nel 1906; di esso resta un solo ramo verde.
La leggenda racconta che la S. Famiglia visse qui durante l'esilio a che Maria Vergine con il bambino Gesù riposò qui all'ombra della pianta: una fonte tuttora esistente si dice fatta sgorgare da Gesù e non è salata come le altre dei dintorni. E qui ora una cappella officiata dai Gesuiti. Alcuni apocrifi si indugiano a narrare del soggiorno di Gesù in Egitto, come il cosiddetto Vaugelo di Tommaso e lo Pratdo-Matteo; in essi si narra tra l'altro che Gesù sarebbe entrato in un tempio (di E.?) e vi avrebbe compiuto prodigi.