del tempo di Esdra e Neemia, figlio di Ioacha
e padre di Ioiada (Neh. 3, 1, 20; 12, 10). Partecipò
(Neh. 3, 1) all'opera di ricostruzione promossa da
Neemia, ma senza entusiasmo; aveva infatti contratto
un matrimonio misto con una ammucia e mante-
neva cordiali rapporti con Tobia, seccico del paese
di Ammon, costante oppositore dell'opera di Neemia.
A questo principe straniero E. aveva concesso l'uso
di un locale nel Tempio di Gerusalemme (Neh.
13, 47).
Altri 5 israeliti di tal nome ricorrono in I Par. 3, 24
(la Volguta ha qui Eliasub); 24, 12; Esd. 10, 24-27. 24.