ELIGIO, santo. - Vescovo di Noyon-Tournai (641-60). N. ca. il 590 a Chaptelat presso Limoges, da una famiglia gallo-romana, oreffice e monetiere dei re Clotario II e Dagoberto I, molto stimato come consigliere del re, riscattò numerosi schiavi, fondò chiese e monasteri, come, ad es., Solignac, sotto l'influsso del monastero di Luxeuil.
Dopo la morte del re Dagoberto I nel 639, abbandonò la corte, divenne sacerdote e il popolo lo accise vescovo di Noyon il 13 maggio 641. Converti numerosi Germani pagani. Della sua corrispondenza resta una lettera a Desiderio di Cahora. Le omelie pubblicate sotto il suo nome sono, secondo E. Vacandard, apocrife. Non tutte le opere d'arte attribuite ad E. sono sue: come, ad es., il trono di Dagoberto. Sui lavori di oreffice attribuiti a E. cf. Eid. in DACL, IV, coll. 2674-87. Esistono diverse monete firmate da lui: cf. M. Prou, Introduction al Catalogue des monnaies mérovingiennes de la Bibl. nationale de Paris, Parigi 1892, p. xli 1893. La sua festa è il 1 dic. È patrono degli orefici, dei maniscalchi, e anche dei contadini.
