ELISEO ('Elisæ' = Dio salva). - Profeta, Elia (v.). Era figlio di Saphat, originario di Abelmela, sud-est di Bejsan (I Reg. 19, 16). Ricco possidente (I Reg. 19, 19), rispose con gioia al gesto simbolico di Elia che lo consacrava profeta e suo successore da parte di Jahweh (I Reg. 19, 19-21). Discepolo officioso di Elia (II Reg. 3, 11; cf. cap. 2) per ca. 6 anni (II Reg. 1, 17), alla morte ne credito il mantello e due terzi della virtù carismatica (II Reg. 2, 9 sg. ebr.), la porzione cioè che nell'eredità spettava al primogenito (Deut. 21, 17). Come erede successore di Elia fu subito riconosciuto dai cosiddetti «discepoli dei profeti», che lo ebbero loro capo (II Reg. 2, 12-15; cf. 6, 1-7).
A differenza di Elia, E. conserva le sue abitudini di agiato borghese: veste regolarmente (cf. II Reg. 2, 12), vive nelle città, ha una casa a Samaria (II Reg. 2, 19-23 sg.; 6, 8-20, 32; cf. 4, 8-10) ed un servo Giezi che sempre l'accompagna. Fu profeta del regno di Israele sotto Ioram (853-842), figlio di Achab, Iehu (842-815), Ioachaz (814-798) e Ioas (798-783); morì verso il 790.
E. cooperò energicamente alla realizzazione delle profezie di Elia circa il trionfo del jahwismo e la distruzione della dinastia di Achab. Tutta la sua attività è la dimostrazione che la salvezza viene soltanto da Jahweh; è l'idea espressa appunto dal suo nome. Intervenne spesso nella vita pubblica. Con l'esercito nuovo contro Moab; lo salva dallo scoraggiamento per la mancanza d'acqua e gli predice la vittoria (II Reg. 3, 9-25). Svela il Ioram le imboscate di Benadad e gli conduce a Samaria i soldati sirì mandati a catturarlo (II Reg. 6, 8-12); annunzia la fine del terribile assedio di Samaria, per intervento di Jahweh (II Reg. 6, 24; 7, 20).
Si reca a Damasco per compiere la missione da Dio affidata ad Elia (cf. I Reg. 19, 25); a Hazael svela che ucciderà il re ammalato, avrà il regno a farà gran male a Israele (II Reg. 8, 7-15). Allo stesso modo sceglie il momento più opportuno per ungere, mediante un suo discepolo, Iehu a re d'Israele, mentre Ioram è ferito e sta a Izrael (II Reg. 8, 25-29). Iehu, cui sono state ricordate le parole d'Elia contro la famiglia di Achab, distrugge ferocemente tutti i membri di essa e uccide tutti i cultori di Baal (II Reg. 9-10). Infine al re Ioas che lo visita E. morente predice che vincerà tre volte gli Aramei (II Reg. 13, 14-19).

contro la famiglia di Achab, distrugge ferocemente tutti i membri di essa e uccide tutti i cultori di Baal (II Reg. 9-10). Infine al re Ioas che lo visita E. morente predice che vincerà tre volte gli Aramei (II Reg. 13, 14-19).
E. operò molti miracoli. Divise le acque del Giordano con il mantello di Elia (II Reg. 2, 14 sg.); con del sale rese salubre la fonte di Gerico (ibid., 2, 19-24). Moltiplicò l'olio di una vedova per liberarla da un esoso creditore (II Reg. 4, 1-7); impettò un figlio alla sunamita che lo ospitava e, morto che fu per insolazione, lo risuscitò (ibid., 4, 8-37). Risanò una minestra nociva (ibid., 4, 38-41); moltiplicò 20 pani per un centinaio di persone (ibid., 4, 42-44). Guari dalla lebbra Naaman siro che divenne fedele jahwista, e punì la cupidigia di Giezi, trasferendogli la lebbra del precedente (II Reg. 5). A contatto con le ossa di E. un morto riuscita (II Reg. 13, 20 sg.). Cf. Ecd. 4, 12-14.
S. Girolamo ricorda il sepolcro di E. vicino a Samaria (In Abidam: PL 25, 1099). La Chiesa celebra la festa di E. il 14 giugno.
Per la iconografia V. ELIA.