ELLENISTI ("Ελληνικά"), - Con questo nome
venivano designati i giudei della diaspora (Act.
2, 11; 6, 1) che vivevano fuori della Palestina
e parlavano greco. Di alcuni gruppi di questi
espatriati abbiamo notizie prima del 586, quando
un gruppo di giudei palestinesi si stabilì nell'isola
di Elefantine, a meno di 10 km. nel nord della prima
cataratta del Nilo. Le deportazioni forzate fatte dai
Babilonesi e dagli Assiri diffusero rispettivamente
elementi israeliti in Babilonia e fra le popolazioni
dell'Assiria settentrionale. Nella metà del sec. IV a. C.
sarebbe avvenuta la deportazione di giudei pale-
stinesi in Irania, fatta da Artaserse III Oco. Dalla
Palestina il giudaismo sciamò in Egitto e dall'Egitto
attrave; esso accentuò il suo movimento espansio-
nistico lungo tutto il sec. III a. C.
Molti sono i luoghi che accolsero gli espatriati:
Alessandria, Antiochia, Apamea, Laodicea, Pergamo, nu-
merose isole greche e città dell'Asia Minore, e la Bat-
tirana ai confini dell'India. Il centro più importante della
diaspora fu Alessandria, dove i giudei furono attratti
da Alessandro Magno e poi dai Tolomei, con la conces-
sione degli stessi diritti dai Greci. Alla metà del sec. I
a. C. nella sola Alessandria abitavano più di 100.000 giu-
dei. Sebbene i giudei della diaspora accogliessero con
favore la cultura e la civiltà ellenica (fu fatta allora la
versione greca della Bibbia, per soddisfare le esigenze
religiose dei giudei di Alessandria e di Egitto che non
capivano l'ebraico) tuttavia si mantennero sempre fedeli
al culto jahwistico. Nel primitivo cristianesimo si ri-
cordano come c. (Act. 6, 5) i primi diaconi, Filippo,
Proco, Nicanore, Parmenè, ecc.; e. sono quelli che
tentano di uccidere Paolo, dopo la fuga dell'Apostolo da
Damasco (Act. 9, 29); alcuni e. di Cipro e di Cirene, di-
spersi dalla burrasca che seguì la morte di Stefano, co-
stitiscono anche ai Greci (Act. 11, 20).