EMAN (ebr. Hémán). - 1. Uno (Volg. Heman) dei 4 sapienti inferiori a Salomone. Era figlio, come Chalcol e Dorda, di Mahol (metatesi per Hamul: I Par. 2, 5), in I Reg. 4, 31 (Settanta 4, 27; ebr. 5, 11); ma in I Par. 2, 6 è detto, come Ethan, figlio di Zara della tribù di Giuda.
2. Levita, figlio di Ioel, della stirpe di Core; sembra distinto dal precedente. Capo di un gruppo di cantori, prima a Gabaon e poi nel Tempio tra il coro di Ethan alla sua sinistra e quello di Asaph a destra: I Par. 6, 18; 15, 17, 19; 16, 41 (da correggere in 16, 42); 25, 1. 4-6. 39. 44. È detto «profeta» (házah) di David per il canto (I Par. 25, 4 sg.), nel senso di uomo consacrato al culto divino (cf. I Sam. 10, 5). Ebbe 14 figli e 3 figlie: I Par. 25, 4 sg. Con il suo coro partecipò alla dedicazione del Tempio di Salomone (II Par. 5, 12).
Incontriamo cantori suoi discendenti al tempo di Ezechia e di Iosia: II Par. 29, 14; 35, 15.
Ps. 87 (88) è attribuito dal testo ad E. ezraita, quasi E. di § 1 e il levita siano una sola persona, come molti esegeti pertanto ritengono (L. Desnoyers, ecc.). Ma il testo non è del tutto sicuro, né esclude altre spiegazioni.