EMANATISMO. - Dottrina filosofica e religiosa che concepisce il mondo come emanazione, derivazione o sviluppo di Dio. L'e. è, di solito, intimamente congiunto con il panteismo, e si oppone al dualismo (v.) di Dio a mondo. L'affinità dell'e. con l'evoluzionismo è piuttosto apparente che reale, essendo il primo di carattere metafisico-teologico, il secondo di carattere naturalistico, materialistico (E. Spencer, E. Haeckel).
L'e. presenta non poche variazioni: due forme sembrano fondamentali: 1) quella nella quale Dio si risolve interamente nel mondo; 2) quella in cui il mondo non esaurisce l'essenza di Dio, che rimane al di fuori e al di
sopra (Max Müller
usò il vocabolo panuavismo). Nella
Bhagavadgītā indiana,
come nelle Eunadi di Plotino, si
trova quest'ultima
forme. Dice Kṛṣṇa
nella Bhagavadgītā:
«non vi è nulla più
grande di me, tutte
le cose sono conte-
nute in me, come le
perle nel filo di una
collana. Io sono la
liquidità nell'acqua,
la luce del sole e
della luna, la virilità
nell'uomo, il buon
odore nella terra, il
calore del sole, l'in-
telligenza nell'intel-
ligente, l'eroismo
nell'eroe, la forza nel
forte e sono pure il
desiderio che non
devia dal sentiero
della virtù». E an-
cora: «io distruggo
e creo, sono insieme
morte e immortalità,
il bene e il male».
La Bhagavadgītā non
solo afferma che tutto
è Dio, ma ripetuta-
mente dichiara che
Dio trascende tutto ed è simultaneamente trascendente e
immaterale nel mondo (S. Dasgupta, *A history of Indian
philosophy*, II, Cambridge 1932, p. 524-525). Plotino pone
come supremo principio l'Uno, al di sopra di ogni determi-
nazione, di ogni qualità. Le due ipotesi del vāṇa e della
vāṇa derivano necessariamente dall'Uno, come folgor-
zioni (ἐκκλησίς), immagini (ἐκκλησίς), ma
l'Uno rimane in sé immutato e senza diminuzione. Giam-
blio, per salvare la trascendenza dell'Uno, moltiplica gli
intermediari. Al contrario, il primo principio dello stoici-
smo, il πνεῦμα, nella διακόσμησις, perde del suo τόνος
e si depotenzii progressivamente in fuoco, aria, acqua e
terra, e se una parte di esso rimane allo stato puro e adem-
pie l'ufficio di anima del mondo, non è qualitativamente
diversa di quelle che danno origine alla realtà cosmica.
La dottrina stoica, in quanto identifica il πνεῦμα con il
λόγος, se non è e., ha dei tratti comuni con esso (*ἐν
ἐκκλησίς*). Essenzialmente emanatistica è la dottrina gno-
stica degli coni, particolarmente in Basilide e Valentino.
Nella scolastica medievale l'uso della parola è ab-
bastanza comune, ma in senso generico, riferito anche
alla derivazione delle cose da Dio per creazione: così
in s. Tommaso: «mobilia ipsum esse non acquisiverunt
per mutationem vel motum, sed per emanationem a
primo rerum principio» (In Phys. Arist., VIII, 1, 3);
«et hanc emanationem totica entia universalis a causa
universali quae est Deus, designamus nomine creationis»
(Sam. Theol., 1ᵃ, q. 45, a. 1).
Chiari accenni di c. ricompranno in Niccolò da Cusa
(Deus = mundus implicitus; mundus = Deus explicitus);
e poi in Bruno e in Spinoza che identifica causa «ema-
nativa» e «causa» a «activa» e «usa» promiscuamente le espres-
sioni «Deum agere» e «ex natura Dei sequi». L'e.
difficilmente si panteismo (v.),
come si può scorgere, ad es., in E. V. Hartmann e nel suo
maggiore discepolo A. Drews (1865-1935), e in altri non
pochi indirizzi monistici della filosofia moderna. E del
panteismo l'e. condivide le interne insuperabili aporie
logico-metafisiche.
BIBLI: Mancano trattazioni d'insieme: V. ai singoli autori
e inoltre CREAZIONE: PANTENISMO. Andrea Ferro
VENETI DOMINII
CHOROGRAFNICA DESCRIPTIO.DOMINII V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V. V.
(Int. Eur. Cult.)
FAZEVIEK - G. Contarini, *De republica
Venerorum libri quinque*, Leida 1828,
p. 5 - Roma, esemplare della Biblioteca
Alessandrina.