ERMIA

ERMIA. - Nessuna fonte antica parla di questo scrittore, noto solo dal titolo della sua breve opera: Hermiae philosophi irrisio gentilium philosophorum, pervenutici in 16 manoscritti, di cui il migliore è il cod. Patmios 202, attribuito al sec. X. Prendendo le mosse da s. Paolo, che dice stoltezza la sapienza di questo mondo (I Cor. 3,19), si passano in rassegna le teorie dei filosofi pagani sulla natura e il destino dell'anima e sugli ultimi principi delle cose, mettendoli in canzonatura il rivendolo come si contraddica con fra loro.

Dell'autore, caduti i tentativi d'identificarlo sulla sola base dell'identità del nome con E. Sozomeno, storico continuatore di Eusebio, o con l'E. (più probabilmente Ermogene) menzionato da Filastro di Brescia (De haeresibus, 55) e da s. Agostino (De haeresibus, 59), nulla si può dire se non quanto risulta dallo scritto. In base a questo, alcuni (Menzel, Diels, Harnack, Wendland) lo pose nei secc. V vi; altri (Otto, Di Pauli, Bardenhewer, Puech, Stählin), con maggior ragione, fondandosi sul momento di «filosofo» dato dai manoscritti come a parecchi appoggi del sec. II, sull'omissione d'ogni accenno al neoplatonismo, sulla vivacità della polemica che suppone un ambiente di acceso contrasto fra paganesimo e cristianesimo, sulla dipendenza della Cohortatio ad Graecor dell'Eseduo-Giustino dall'Inizio, assegnano questo scritto alla fine del sec. II o al principio del II.
L'opera non ha particolare valore di pensiero. Il tema è un luogo comune della sofistica scettica, largamente accolto dagli apologeti avversi alla cultura pagana. L'elemento religioso è poco sviluppato, dandosi maggior rilievo alle teorie fisiche che alla teologia. Non si esprime meno giudizi propriamente filosofici. Più che «filosofo», E. è un retore dotato di buone risorse come polemista, che si ironizzante gettando il ridicolo sugli avversari, anche grandissimi, come Platone e Aristotele.

BIBL.: Edizioni: PG 6, 1167 seg.; L. C. Th. Otto, Corpus Agelaearum, IX, Iena 1872; H. Diels, Doxographi Graeci, 2a ed., Berlin 1929, p. 651 seg., trad. II. di E. Buonaiuti, in Ricerche religiose, 5 (1929), pp. 253-58; E. A. Rizzo, Torino 1930. Studi: A. Di Pauli, Die Irisio der Hermias (Forschungen zur christlichen Literatur und Dogmengeschichte, 6, 11). Paderborn 1907; Bardenhewer, I, 2a ed., pp. 325-291; G. Bareille, Hermias, in DTHC, VI, 11 coll. 2303-2306; M. Pellegrino, Gli apologeti greci del II sec., Roma 1947, pp. 260-65; L. Alfonsi, E. Filosofo, Brescia 1947. Michele Pellegrino