Enciclopedia Cattolica vol. V, 1950 Opere caritative, associazioni religiose, confraternite

ESPOSTI

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ESPOSTI. - Sono i figli di padre ignoto a di
madre che non consente di essere nominata, affidati
alle cure della comunità (Stato e provincia) in un
brefotrofio.

Nel mondo greco esistevano due termini: « ἐκθεσις »,
che indicava l'esposizione del bambino fatta in luogo
pubblico perché fosse raccolto da altri, detta anche
ἐντιμισμός = impentolamento, dal recipiente a forma
di pentola, in cui veniva ordinariamente fatta; ed « ἀπό-
θεσις » che era il vero a proprio abbandono della crea-
tura senza curarsi della sua vita.

I Romani invece con la parola exponere inten-
devano significare il fatto dell'abbandono, senza curarsi
dell'intenzione di chi esponeva. Oggi il vocabolo è riser-
vato, come si è detto, ai bambini affidati ad appositi ospi-
zi, chiamati brefotrofi. L'esposizione è perciò qualche cosa
di diverso dal puro e semplice abbandono dell'infanzia.
Il fenomeno dell'esposizione della prole è una dolorosa
realtà che accompagna le sorti dell'umanità stessa e
storicamente è confusa con l'abbandono. Alcune figure
della mitologia greca iniziano la loro comparsa figu-
rando come e. scampati alla morte e la leggenda stessa
della fondazione di Roma da parte di Romolo e Remo,
due e., ci mostra che sin dall'inizio della società romana
era ammessa l'esposizione.

La quale nella pratica e nel diritto romano rientra
in quello che è il diritto di vita e di morte del pater
familias. A Roma vi era anche un luogo particolarmente indicato per esporre « figli », il foro Olitorio, dove sorgeva la colonna lattaria: spesso però si esponevano i neonatisulle rive del Tevere e alle porte dei templi. L'e. veniva generalmente chiamato alumna, almeno se sopravviveva.

La condizione giuridica degli « alunni », per quanto simile a quella degli schiavi, era per sé intermedia tra quella e la condizione del libero. La semplice derelictio non fu mai considerata come perdita di dominio, per cui il trovatore giuridicamente restava un libero: praticamente diveniva proprietà di chi lo raccoglieva. Una mitigazione della piaga dell'esposizione si ebbe per opera della beneficenza pubblica imperiale. Ma furono soprattutto i Padri della Chiesa ed i concili a combattere il costume dell'esposizione come antinaturale, a cominciare dai primi apologisti (S. Giustino, I, Apol., 27: PG 6, 370; Atenagora, Leg. pro Christ., 33: ibid. 6, 970). I concili stabilirono sanzioni contro i colpevoli di esposizione di bambini ed emanarono disposizioni pratiche in favore degli e. (cf. Conc. di Vaison, cann. 9-10, a. 442, Conc. II di Arles, can. 51, a. 452: Mansi, VI, 455, 884). Contemporaneamente la Chiesa iniziò l'opera di salvataggio degli e.

« Noi - dice s. Agostino - per mezzo delle nostre vergini raccogliamo quei bimbi che i genitori crudelmente esposero » (Epist. 98: CSEL, XXXIV, p. 527).

L'influsso del pensiero cristiano si fece sentire nella legislazione. Costantino, vulnerando il principio romano della patria potestas, con la costituzione dell'apr. 331 stabilisce che chi avrà raccolto e mantenuto un e., lo potrà tenere nella condizione di figlio. Attraverso successivi interventi in materia di Valentiniano, Valente e Graziano, si giunge a Giustiniano che dà agli e. perfetta libertà, affrancandoli anche dalla condizione servile in cui fossero nati (Cod. Iust., IV, 24; VIII, 51 [legge del 520]; Nov. 153 [a. 541]). Tale costituzione regolò la posizione giuridica degli e. fino all'apparizione dei codici moderni.

Più tardi per provvedere alla salvezza degli e. furono fondati da ecclesiastici i brefotrofi (v.). Qui dapprima venivano ricoverati gli infanti realmente abbandonati: più tardi, con l'introduzione della ruota, si accettavano con la garanzia del segreto i figli che le madri non volevano allevare. Tale organizzazione era destinata unicamente a provvedere alla salvezza del bambino, proteggendolo dai pericoli prenatali e post-natali da parte dei genitori. Per speciali condizioni storiche gli e. venivano considerati legittimi.

Tutta l'opera a favore degli e. fu compiuta da istituti religiosi sotto l'impulso della Chiesa. Fu solo durante i secc. XVII-XIX che gli Stati nazionali incamerarono anche i brefotrofi, considerandoli beni della Chiesa. Si iniziarono subito nuove riforme che portavano all'abolizione della ruota nei brefotrofi, senza peraltro cambiare il problema degli e.

Attualmente gli e. sono i figli illegittimi depositi al brefotrofio e per finzione giuridica considerati come figli di ignoti genitori; a questi vengono assimilati i bambini trovati in stato di reale abbandono.

Le leggi civili si dividono in due gruppi a riguardo degli e.: un gruppo di legislazioni non li ammette (Germania, Svizzera, Paesi Scandinavi, Inghilterra,

U.S.A., Giappone...), ma ogni madre deve riconoscere il proprio figlio; l'altro gruppo li ammette (Italia, Francia, Spagna, Olanda...), lasciando libertà alla madre di riconoscere o meno il suo bambino.

La prassi della Chiesa, che creò i brefotrofi, tende attualmente ad eliminare la figura dei figli e. facendo opera di persuasione perché la madre riconosca la propria prole illegittima, dandogli un nome a gli alimenti, salvo sempre, com'è naturale, i diritti dell'integrità familiare. Su questo piano sembra porsi anche la costituzione della Repubblica Italiana (art. 30). L'esposizione della prole in senso odierno, senza parlare dell'abbandono assoluto, è di per sé sempre illecita, a meno che motivi di ordine superiore, quali l'integrità della famiglia o della società la giustificino. V. INFANZIA ABBANDONATA.

BIBLI: O. Andreucci, Della ruota e dei torni negli espizi degli e., Firenze 1868; L. Lallemand, Histoire des enfants abandonnés et délaissés, Parigi 1885; G. Tropeano, I figli illegittimi, Napoli 1933; A. Angelini-Rota, I figli adulterini e incestuosi nel diritto comparato, Roma 1930.

Vittorio Maconi

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Di Vittorio Maconi

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), coll. 614–616.

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Maconi, Vittorio. “Esposti.” In Enciclopedia Cattolica, vol. V, coll. 614–616. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950. https://azioneromana.com/it/article/esposti.

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Maconi, Vittorio. “Esposti.” Enciclopedia Cattolica, vol. V, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950, coll. 614–616. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/esposti.

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