EMIDIO, santo, martire. - Sconosciuto nell'antichità cristiana; le prime notizie appaiono nel sec. XI, in documenti pontifici ed imperiali. Probabilmente all'inizio di quel secolo fu ritrovato il suo corpo e il suo nome fu collocato al primo posto nella serie di coloro che si succedettero nella cattedrale di Ascoli Piceno. Fu allora compilata una Pasio molto leggendaria ma in buon latino, il cui autore rivela cultura classica e scritturistica. Secondo cotesta Pasio E. nacque a Treviri; recatosi a Roma con tre discepoli fu consacrato vescovo da papa Marcello e mandato ad Ascoli dove fu martirizzato durante la persecuzione di Diocleziano. E commemorato il 5 ag.
E. NEL FOULORE. - È invocato dal popolo come protettore contro il terremoto. La sua festa si celebra in Ascoli Piceno il 5 ag. Essa aveva straordinaria importanza nella vita cittadina e gli statuti del 1387 già provano il vivo culto pubblico tributato al Santo. Il Comune era obbligato a indire festeggiamenti, che comprendavano la corsa dell'anello e la quintana; con il tempo invalse l'uso della corsa dei bärberi. Ancora nel secolo scorso i contadini affluivano fino dalla vigilia e pernottavano in città, mentre si cantavano le serenate al suono di violini e chitarre: le
funzioni sacre si svolgevano, come oggi, in Duomo, sulla cui gradinata le venditrici di basilico distribuivano l'odorosa pianticella, di cui tutti quel giorno si adornavano. L'immagine del Santo, in stampe popolari, è custodita in molte case di campagna dell'Italia centrale. - Vedi tav. XXIV.