ENCINA, JUAN del. - Drammaturgo spagnolo, n. nel 1469 a Salamanca, m. probabilmente nel 1529 - León. Studente a Salamanca - poi al servizio del duca d'Alba, nel 1489 e a Roma cantore nella Cappella pontificia. Ricevuti gli Ordini minori, ottiene un beneficio a Malaga ove si trova nel 1510, ma nel 1512 è nuovamente a Roma; deciso di ordinarsi sacerdote, nel 1519 si reca in pellegrinaggio a Gérusalemme. Vive a León dal 1523 al 1529.
Poeta e musicista. A lui si devono le prime elegghe drammatiche (15) della letteratura castigliana, soltanto precedute dalle «representaciones» di Gómez Manrique, nelle quali dalla maniera più semplice che informa le elegghe della Passione e della Resurrezione, e con maggior calore e vivacità quelle ispirate alla Natività, ma sempre povere d'intreccio e di situazioni, si passa ad una seconda maniera intensamente ispirata all'atmosfera del Rinascimento italiano. Così nell'Egloga de Plácida y Victoriano, rappresentati per la prima volta a Roma nel 1513 in casa del card. d'Arborea, l'arte di E. si volge a forme decisamente pagane e mitologiche ispirate e omo- medici italiane e ad opere castigliane quali la Carcel de Amor e la Celestina. Burlesco e grossolano, di spiccato sapore studentesco e medievale è l'Autore del repertorio: poema Tristagina, infine, narrato il viaggio del poeta in Terra Santa, ma in tono freddo e scolorito. Il Canzoniere di E., pubblicato per la prima volta nel 1496 a Salamanca, è stato modernamente ristampato dalla Accademia spagnola (1928).
«EN CLARA VOX REDARGUIT», - Inno delle lodi nel tempo dell'Avvento, d'ignoto autore; figura in manoscritti del seo. X.
All'alba del giorno che nasce una chiara voce amoniosca di allontanare i fantasmi, perché Cristo si avvicina. Questa luce nuova avrà la potenza di dissipare tutte le tenebre, e quando, alla fine del mondo, apparirà per la seconda volta, ci avvolgerà per tutta l'eternità.