ENGADDI (ebr. 'En gādhi' fonte del capretto »).
- Città del deserto di Pharan (Ios. 15, 62), circondata
da rupi scoscese (I Sam. 24, 3), quasi a metà della
sponda occidentale del Mar Morto. Il suo antico
nome era Assonthamar (« taglio di palma »): se-
condo F.-M. Abel tale identificazione (II Par. 20, 2)
sarebbe recente, a danno di Thamar, a sud del Mar
Morto. Flavio Giuseppe (Antiq. Ind., 9, 1, 2; Bell.
Ind., 4, 7, 2) pone E. a 300 stadi (più di 55 km)
da Gerusalemme, quale villaggio donde viene l'opo-
balsamum. Il nome oggi sussiste nella sorgente 'Ajn
Gidi, nei cui pressi si trovano le vestigia di una
piccola città che fu un tempo toparchia della Giudea
(Bell. Ind., 3, 5).
Dapprima era in possesso degli Amorriti, che furono
sconfitti da Elam e dai suoi alleati (Gen. 14, 7). Conqui-
stata la Palestina, fu assegnata a Giuda (Ios. 15, 62).
David, durante la persecuzione di Saul, vi si rifugiò,
profitando dell'inaccessibilità delle rupi, « praticabili
solo ai canosci » (Volgata in I Sam. 24, 1-3). Ivi con-
vennero Ammoniti, Maabiti e Edomiti contro il re di
Giuda Iosaphat (II Par. 20, 2).
'Ajn Gidi è oggi un'oasi su una specie di terrazza
sospesa a più di 120 m. sul livello del Mar Morto, cir-
condata a ovest e a nord da un immenso cerchio di
rupi cretacee, a vari strati. La sorgente ha acque limpide,
di una temperatura elevata (27°), cariche di carbonato
di calcio. In antico l'oasi, alimentata dalla sorgente, era
coltivata a vigne e a palme (Cant. 1, 14); l'antico nome
e Flavio Giuseppe parlano di palmizi; oggi la copiosa
sorgente alimenta un boschetto di tamerici e di acacie
e qualche arbusto del pomo di Adamo (sulotropis aceris)
e irriga le coltivazioni dei bedumi. Nei pressi di E. gli
esseni praticavano la loro vita ascetica.
Vincenzo M. Iacono