ENGELBERT D'ADMONT. - Benedettino, a. ca. il 1250 a Steiermark nella Stiria, m. il 12 maggio 1331. Il suo nome di famiglia era Pötsch. Abate di Admont (1297-1327), rinunziò alla carica negli ultimi anni di vita. Intelligenza versatile e poliedrica, sebbene non originale, fu uno degli uomini più dotti del suo tempo. La sua abbondantissima produzione si spinge in ogni campo dello scibile contemporaneo.
Le sue 40 opere furono raccolte e in gran parte edite da B. Pez O. S. B., in Thesaurus anecdotorum novizinus, I, parte 1ª (Augusta 1721), coll. 427-762; IV, parte 2ª (ivi 1723), coll. 119-48; e in Bibliotheca ascetica antiquomana, III (Ratisbona 1724); VI (ivi 1724), pp. 49-150; VII (ivi 1725), pp. 65-112; IX (ivi 1726), pp. 111-92. Più apprezzata le opere di politica. Degna di nota: De oris, progress et fine imperii Romani, composto tra il 1308 e il 1313, edito da G. Brusch (Basilea 1555 e più volte in seguito). L'autore vi espone le sue idee sullo Stato, sua origine, forme, sviluppi, rapporti; parla del Sacro romano Impero, che ritiene continuazione dell'Impero romano antico, della sua missione, dalle relazioni tra Chiesa e Stato, della fine dell'Impero e del mondo, che preannunzia prossima con la conseguente venuta dell'anticristo.
