ENGELBERG. - Abbazia benedettina fondata nel
1120 nell'alta valle dell'omonima Aa, ai piedi del Titlis
nel cantone di Obwalden (Svizzera) dal barone Cor-
rado di Sellenbüren: primo abate fu Adelmo. Il
papa Callisto II e l'imperatore Enrico V presero l'ab-
bazia sotto la loro protezione (1124); il vescovo di
Costanza institui una parrocchia indipendente nella
valle.
A grande rinomanza salì l'abbazia sotto il governo
degli abati Frowino (1174-78) e Bertoldo (1178-97), essa
divenne un centro di cultura con una biblioteca ricca di
manoscritti miniati. L'abate Enrico I (1197-1223) pro-
curò al monastero, probabilmente dall'Alsazia, una croce
reliquaria che con l'antica stauroteca racchiuse una parti-
cella della S. Croce. E. fu distrutta dal fuoco nel 1199 e nel
1306; fu devastata dalla peste nel 1548, 1574, 1583. Con
l'abate G. B. Sigrist (1603-10) E. entrò nella Congregazione
benedettina elvetica nel 1602. Dopo un nuovo incendio
l'abate E. Crivelli fece ricostruire la chiesa e il monastero
dall'architetto G. Rueff (1730-34). I Francesi occuparono
l'abbazia nel 1798. Il monastero contribuì alla fondazione
di Rickenbach (1857) e di Melchtal (1869), alle missioni
negli Stati Uniti di Conception Mo (1773), poi abbazia
nel 1881 e di Mount Angel (1882, poi abbazia nel 1904).
Gli edifici di E. furono ingranditi tra il 1925-29. Dal
1932 i monaci di E. sono anche nel Camerun e dirigono
il seminario maggiore a Yaunde.
La biblioteca del monastero è ricca di 600 manoscritti
tra cui la « Bible », manoscritto ministro di Ugone da Ten-
nach, e di oltre 50.000 volumi; contiene anche pregevoli
opere d'arte. Il fondatore Corrado e gli abati Adelmo,
Frowino e Bertoldo godono culto locale di basti e dei
due primi si conservano i corpi.