DAFNI

DAFNI. - Il monastero e la chiesa di D. si trovano a 10 km. da Atene sulla strada che portava ad Eleusi. Il complesso, dedicato alla Dormitio della B. Vergine, occupava un recinto quadrilatero di ca. 100 mq. e fu costruito alla fine del sec. XI al disopra d'una basilica primitiva più spaziosa e d'un anteriore monastero. La chiesa era preceduta da un portico e da un narthex. Nell'interno la cupola ricopre tutto il quadrato sul quale si aprono tre absidi; essa poggia su quattro doppi archi e su quattro pilastri.

L'inconosciuta era riccamente decorata con marmi (frammenti nel museo d'Atene). Ma lo splendore di D. è costituito dai musaici ricchi di effetti pittorici, pur nella sobrietà dei colori. Nella sommità della cupola in campo d'oro, al centro, è il Pantocrator, circondato da 16 profeti, disposti tra le finestre del tamburo: Mosè, David, Isaia, Salomone, Elia, Eliseo, Giona, Habacuc, Sofonia, Malachia, Daniele, Michea, Gioele, Zaccaria, Ezechiele, Geremia.

Ai quattro angoli la Annunciazione, la Natività di Gesù Cristo, il Battesimo, la Transfigurazione. Nell'abside centrale la S.ma Vergine, tra gli arcangeli Michele e Gabriele. Nell'abside della prothesis il Prodromo con i sacerdoti dell'antica allanza Aronne e Zaccaria. Nel diaconicon, i tre vescovi Nicola, Gregorio il Taumaturgo e Gregorio d'Agrigento.

Sotto gli archi, in piedi presso le nicchie, quattro vescovi: Silvestro, Antimo, Eleuterio, Abercio; presso il quadrato centrale quattro diaconi: Stefano, Rufino, Lorenzo, Fulpo. In alto, nei medaglioni sopra le finestre trilobate i ss. Probo, Taraco, Andronico, Samonas, Gourias e Abido. Sopra le porte laterali che portano al narthex i busti di Sergio e Bacco; sotto i quattro archi, a nord, Acindino, Pegaso, Atemio, Elpideforo, Anemopodisto; a sud, Eustrazio, Aussenzio, Eugenio, Mardario e Oreste.

Nella seconda zona la Natività della Vergine, l'Annunciazione, la Natività di Cristo, l'Adorazione dei Magi, la Presentazione al tempio, il Battesimo, la Transfigurazione, la Resurrezione di Lazzaro.

Nella terza zona: l'Ingresso del Signore a Gerusalemme, la Crocifissione, la Discesa al Limbo, l'Incredulità di s. Tommaso, la Dormizione della Vergine.

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(per cortesia di mons. A. P. Frutaz)
DAFNI - Particolare del Pantocrator. Musaico della fine del sec. XI.
Nel narthex, a nord, il Tradimento di Giuda, la Lavanda dei piedi, l'Ultima Cena; a sud, la Preghiera di Gioacchino ed Anna, la Purificazione, la Presentazione al Tempio.

A ca. 100 m. a sud-est del recinto è situata una cappella a volta con ossario. Il monastero nel 1211 fu occupato da una comunità cistercense. Nel 1217 il papa Onorio III affidò all'abate di D. un'inchiesta sugli abusi nell'arcidiocesi di Tebe (J. B. Pitra, Analecta novissima, I, Frascati 1885, p. 558). A D. fu sepolto il duca d'Atene nel 1263.

Abati di D. furono Stefano nel 1237, Giovanni nel 1250. Pietro nel 1283, Giacomo nel 1308, Pietro Strausberch nel 1412. I Cistercensi lasciarono D. nel 1450; scomparve così la chiesa latina e nel sec. XVI vi si insediarono gli ortodossi, come attestano due iscrizioni l'una del 1532, l'altra del 1548. Servì poi di luogo di guarnigie e perfino di manicomio dal 1883 al 1885.

Gli edifici furono danneggiati dai terremoti nel 1889 e nel 1894. La società d'archeologia cristiana di Atene esplorò il monastero e iniziò i restauri, diretti dall'architetto Troump della Scuola francese d'Atene; i musei vennero restaurati da artisti veneziani.

A D. si è rinvenuta l'iscrizione cristiana di un Callopios (v. V. Chapot, Inscription chrétienne à Dapine, in Bulletin de la Société nationale des antiquaires de France, 6 (1903), pp. 200-201). - Vedi tav. LXXIV.

BIBL.: F. Lenormant, L'église de D. près d'Athènes. Etude sur l'architecture byzantine en Grèce, Parigi 1860; id., Le monastère de D. près d'Athènes sous la domination des princes croisés, in Revue archéologique, 24 (1872, 11), pp. 232-245, 279-280; G. Millet, Le monastère de D. Histoire, architecture, mosaïques, Parigi 1899; Contineau, I, col. 947.