ENRICO di HUNTINGDON. - Arcidiacono, storico, n. e. il 1085 nella diocesi di Lincoln, città in cui fu educato, m. nel 1155. Nel 1110 fu nominato arci-diano di Huntingdon. Nel 1139 accompagnò Teo-baldo, arcivescovo di Canterbury, m. Roma.
In viaggio, visitarono il monastero normanno di Bec, ove Roberto di Toringy, storico di Normandia, mostrò ad E. la Historia Brittonum di Galfrido di Mon-nouth. Quando E. tornò a casa, Alessandro, vescovo di Lichon (1123-47), gli chiese una storia d'Inghilterra fondata principalmente su Beda. Quindi comparve la sua compilazione Historia Anglorum fino al 1129, che poi
ENRICO DI HUNTINGDON – ENRICO III IMPERATORE
i nobili romani lo chiamarono in Italia per porre fine allo scandalo di tre personaggi che si contendevano il papato, Benedetto IX, Silvestro III e Gregorio VI. Ma E. coglieva l'occasione per rinsaldarvi la sua autorità politica. Nell'ott. del 1046 valicò le Alpi e riunì un sinodo a Pavia; nel nov. successivo s'incontrò i Piacenza con Gregorio VI che accolse con onore, ed insieme stabilirono di tenerne un sinodo a Sutri. Quivi il 20 dic. fece deporre Silvestro III e Gregorio VI; poco dopo, a Roma (24 dic.), in un altro sinodo fece dichiarare deposto anche Benedetto IX. Fu allora nominato un papa a lui devoto nella persona di Suidgero, vescovo di Bamburgo, col nome di Clemente II. Il nuovo elitto fu intronizzato il giorno di Natale, e come primo atto impose la corona impicciole ad E. ed alla moglie Agnese.
Il popolo romano gli conferì a sua volta il titolo di patrizio romano che gli dava il diritto di intervenire nelle elezioni del papa, diritto di cui E. usò largamente designando alla cattedra apostolica ben quattro papi tedeschi. In compenso si dimostrò sollecito della riforma della Chiesa; il 5 genn. 1047 presiedette un sinodo in cui vennero stabilite pene contro i simoniaci. Subito dopo il sinodo di genn., E. si recò nell'Italia meridionale pur ri-stabilirvi la sua autorità minacciata dai ducili normanni, indi ritornò in Germania portandosi prigioniero il deposito Gregorio VI. Alla morte di Clemente II, avvenuta presso Pesaro il 9 ott. 1047, nonostante che Wasono di Liegi suggerisse di rimettere sul trono pontificio Gregorio, E. designò papa il vescovo di Bressanone Poppone (Damaso II). Morto Damaso il 9 ag. 1048, E. in una grande assemblea tenuta a Worms nel Natale dello stesso anno designava a successore Brunone vescovo di Toul (Leone IX), ed alla morte di questo (19 apr. 1054) sceglieva Gebardo di Bichstätt (Vittore II). Nel marzo del 1055 E. insieme al suo designato venne in Italia e partecipò al Sinodo di Firenze ed assistette all'incoronazione.

ENRICO II, IMPERATORE – Moneta d'argento (1002-24) – Berlino, Goldsmithum der deutschen Reichsbank.
venne continuata fino al 1154; soltanto dal 1126 ha valore originale. E. fu sepolto nel duomo di Lincoln.
Prima, E. godeva grande stima come storico, ma dopo gli studi critici di Liebermann (1878) T. Arnold (1879) diminuì la sua fama. E. non risulta abbastanza accurato. Tuttavia era scrittore colto, abile ed elegante. Inoltre scrisse epigrammi e alcune opere minori, fra cui l'epistola De contemplu mundi (PL 195, 979 sgg.), ed altre non pervenuteci.
La migliore edizione dell'Historia (già in PL 195, 799 sgg.), è quella di T. Arnold (in Rolls Series, Londra 1879).