ENRICO III, IMPERATORE

ENRICO III, IMPERATORE. - Figlio di Corrado II il Salico e di Gisella, n. il 28 ott. 1017, m. a Botfel nel Harz il 5 ott. 1056. Educato in Baviera sotto la direzione di due vescovi, partecipò fin da giovane ad imprese militari. Successo al padre il 4 giugno 1039 si occupò subito ad allargare i domini e consolidare l'autorità del suo regno, disinteressandosi fino al 1046 delle cose d'Italia. In quest'anno

i nobili romani lo chiamarono in Italia per porre fine allo scandalo di tre personaggi che si contendevano il papato, Benedetto IX, Silvestro III e Gregorio VI. Ma E. coglieve l'occasione per rinsaldarvi la sua autorità politica. Nell'ott. del 1046 valicò le Alpi e riunì un sinodo a Pavia; nel nov. successivo s'incontrò a Piacenza con Gregorio VI che accolse con onore, ed insieme stabilirono di tenere un sinodo a Sutri. Quivi il 20 dic. fece deporre Silvestro III e Gregorio VI; poco dopo, a Roma (24 dic.), in un altro sinodo fece dichiarare deposto anche Benedetto IX. Fu allora nominato un papa a lui devoto nella persona di Suidgero, vescovo di Bamberga, col nome di Clemente II. Il nuovo eletto fu intronizzato il giorno di Natale, e come primo atto impose la corona imperiale ad E. ed alla moglie Agnese.

Il popolo romano gli conferì a sua volta il titolo di patrizio romano che gli dava il diritto di intervenire nelle elezioni del papa, diritto di cui E. usò largamente designando alla cattedra apostolica ben quattro papi tedeschi. In compenso si dimostrò sollecito della riforma della Chiesa; il 5 genn. 1047 presiedette un sinodo in cui vennero stabilite pene contro i simonaci. Subito dopo il sinodo di genn., E. si recò nell'Italia meridionale per ristabilirvi la sua autorità minacciata dai duchi normanni, indi ritornò in Germania portandosi prigioniero il deposto Gregorio VI. Alla morte di Clemente II, avvenuta presso Pesaro il 9 ott. 1047, nonostante che Wasone di Liegi suggerisse di rimettere sul trono pontificio Gregorio, E. designò papa il vescovo di Bressanone Peppone (Damaso II). Morto Damaso il 9 ag. 1048, E. in una grande assemblea tenuta a Worms nel Natale dello stesso anno designava a successore Brunone vescovo di Toul (Leone IX), ed alla morte di questo (19 apr. 1054) sceglieva Gebardo di Eichstätt (Vittore II). Nel marzo del 1055 E. insieme al suo designato venne in Italia e partecipò al Sinodo di Firenze ed assistette all'incoronazione

(da A. Goldschmidt, Die deutsche Bubenherrn, Firenze-Monore III)
ENRICO III, IMPERATORE - Il re E. III in trono. Miniatura dell'evangelario di Echternach (1039-40) - Brema, Stadtbibliothek.

di Vittore (13 apr. 1055). Ritornò poi in Germania traendo con sé come ostaggi la contessa Beatrice di Toscana con la figlia Matilde non avendo potuto sottomettere il marito di quella, Goffredo di Lorena, divenuto pericoloso per la sua autorità in Italia.

E. fu lodato dai contemporanei per aver appoggiato la riforma della Chiesa e per il suo disinteresse, alieno da ogni simonia, nel conferire le dignità ecclesiastiche.

BIBL. E. Steindorff, Jahrbücher des deutschen Reichs unter Heinrich III, 2 voll., Lipsa 1872-81; A. Fliche, La réforme préyactique, I, Lovanio 1922, pp. 104-13; J. Gay, Les Papes du XIe siècle et la chrétienté, Parigi 1920, pp. 107-20; A. Fliche, L'Europe occidentale de 500 à 1143, ivi 1930; P. Kehr, Heinrich III und das Papsttum, Berlino 1930; S. Ladner, Theologie und Politik vor dem Investment, Baden 1930; E. Ammann e A. Dumas, L'Eglise au pouvoir des Induits, in A. Fliche-V. Martin, Hist. de l'Eglise, VII, Parigi 1942, pp. 92-110. Agostino Amore

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“ENRICO III, IMPERATORE.” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 246. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/enrico-iii-imperatore.