EPISCOPIUS (BISCHOP), SIMON. - Teologo protestante, n. ad Amsterdam l'8 genn. 1583, m.
ivi il 4 apr. 1643. Discepolo del Gomar all'Università di Leida, fu poi allievo di Arminio, di cui abbracciò la dottrina, divenendone convinto seguace, tanto da venir considerato dopo la morte del maestro quale capo dell'arminianesimo. Avversato dai calvinisti, dovette rifugiarsi a Bleiswijk, nei pressi di Rotterdam, ove esercitò il ministero pastorale. Poco dopo venne chiamato a succedere al Gomar all'Università di Leida (1612-18).
A causa della condanna dei « rimostranti » da parte del Sinedo di Dordrecht (1610), dovette nuovamente fuggire, riparando dapprima ad Anversa e poi in Francia. Rimpatriato nel 1626, fu predicatore a Rotterdam, finché nel 1631 venne nominato professore e quindi superiore del Collegio dei Frati Predicatori ad Amsterdam, rimanendo in carica fino alla morte. Tutte le sue opere teologiche, trattanti in specie della Grazia, del libero arbitrio e della Predestinazione, furono pubblicate postume a cura di Stefano de Courcelles ed Arnoldo Poelenburgh (a voll., Amsterdam 1650-55; 2ᵃ ed., Leida 1658, con biografia dell'autore). Nasconde tra esse la Confessio seu Declaratio sententiae pastorum qui in forderata Belgio remonstrantes vocantur super praecipuri articulis religionis christianae, ritenuta come l'autentica dichiarazione di fede degli arminiani.