ERACLE

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ERACLE - E. e l'idra. Tavoletta dipinta da A. Pollajolo (ca. 1470). Già a Firenze, Galleria degli Uffizi.
ERACLE - E. e l'idra. Tavoletta dipinta da A. Pollajolo (ca. 1470). Già a Firenze, Galleria degli Uffizi.

none, Roma sembra avere qualche rapporto con Dima: la festa del santuario di Porta Trigemina coincideva con quella di Diana Aventina, nel lectisterium del 399 a. C. E. e Dima formano coppia.

Il suo carattere di vincitore, documentato sin nei suoi più antichi epiteti culturali (Invictus, Victor), determina in seguito la sua popolarità, sia nel culto privato in cui tale carattere veniva interpretato filosoficamente come trionfa sulle passioni e sulla morte (E. nelle raffigurazioni sepolcrali), sia nel culto pubblico in cui veniva messo in connessione con le aspirazioni dell’Impero romano: già l’imperatore Commodo faccia chiamare Romans Hercules, mentre accanto a Diocleziano Ioannis l’imperatore Massimiano assumerà l’epiteto di Hercules.

Bibl.: G. Wissowa, Religion und Kultus der Rümer, 2. ed., Monaco 1912, p. 271 seq.; J. Bayer, Les origines de l’Herculis romain, Parisi 1926.