ESACORDO. - Sistema ■ scala musicale di sei suoni adottato verso il sec. XI nell'insegnamento musicale, insieme coi monosillabi ut re mi fa sol la.
L'e. nella sua successione: tono-semitono-tono-tono, si riproduce tre volte nel diagramma musicale diatonico: piuttosto che dare un nome diverso al due semitoni della scala di sette suoni, l'intervallo di semi-tono si chiamò sempre con i monosillabi mi-fa; per distinguere poi l'e. che comincia con ut, da quelli che cominciavano con fa e con sol, l'e. di ut fu denominato: « naturalis »; l'e. di fa con si benzolle: e. « mollis », e quello di sol con si bequadro: « durum ». S'intende che quando i teorici parlano di « cantus naturalis », « cantus mollis », « cantus durus », queste qualifiche si riferiscono non al carattere del canto in sé, ma all'uso degli e. La solmisazione esacordale, se non s'ispirò alla ripulazione dei medievali per il tritono, ne favorì la scomparsa della musica monodica e polifonica dopo il sec. X. La solmisazione esacordale, in uso fino alla metà del sec. XVIII, influì sull'evoluzione delle tonalità quali si conoscono oggi: il principio delle modulazioni in senso moderno sta nella pratica di passare da un e. all'altro, ogni volta che s'incontra un semitono diverso da quello cantato in precedenza; questo passaggio, chiamato « mutatio », « muance », è un'innovazione riguardo alla musica ellenica e greco-romana. Infatti da genere a genere, da tono a tono, da modo a modo, da tessitura a tessitura, da ritmo a ritmo, ecc., non hanno stabilito un processo che permetta di chiamare sempre con lo stesso nome la prima nota della triade maggiore; anzi nella musica greca ciascuno dei modi aveva la sua scala di trasposizione e non poteva scegliere a piacere il grado assoluto da cui partire.
La teoria modale gregoriana arcaico-moderna crede
ritrovare nei tre e. « naturale »-inferiore, « molle »-centrale, « duro »-superiore, il quadro melodico generatore delle più antiche melodie gregoriane, dicendo che le otto modali, autentiche e piagali, sono di origine tardiva e non spiegano i fenomeni di costruzione melodica gregoriana.
BIBLI: U. Gaiser, Le système musical de l'Édite grecque, Paris, 1909, p. 137; A. Gasteau, e. v., in Encyclopédie de la musique, I, ivi 1916, p. 559; T. Gérald, La musique au moyen-fils, ivi 1928; G. Pannin, L'inconscienti di storia della musica, Milano 1936, p. 28 sec. Pietro Thomas