ESACORDO - El sagoridi naturale, molle, durum sono indicati nella linea superiore, Verticalmente in margine sono segnate le lettere alfabetiche che corrispondono al diagramma musicale. Orizzontalmente sono segnati 2-3 monosillabi (es. G, sol, fa, ut) che ogni nota riceve nella solmissazione - Parigi, Biblioteca Nazionale, m. Lat. 1528, f. 124r (sec. XIV).
ESACORDO. - Sistema è scala musicale di sei suoni adottato verso il sec. xi nell'insegnamento musicale, insieme coi monosillabi ut ve mi fa sol la.
L'e. nella sua successione: tono-semitono-tono-tono, si riproduce tre volte nel diagramma musicale diatoni: più piuttosto che dare un nome diverso al due sentini della scala di sette suoni, l'intervallo di semi-tono si chiama sempre con i monosillabi mi-fa; per distinguere poi l'e. che comincia con ut, da quelli che cominciavano con fa con sol, l'e. di ut fu denominato: «naturalis»; l'e. di fa con si bemolle: «mollis», e quello di sol con bequadro: «durum». S'intende che quando i teorici parlano di «cantus naturalis», «cantus mollis», «cantus durus», queste qualifiche si riferiscono non al carattere del canto in sé, ma all'uso degli e. La solmissazione esacordale, se non s'ispirò alla riposizione dei medievi per il tritono, ne favorì la scomparsa dalla musica monodica e polifonica dopo il sec. X. La solmissazione esacordale, in uso fino alla metà del sec. xviii, influì sull'evoluzione delle tonalità quali si conoscono oggi: il principio delle modulazioni in senso moderno sta nella pratica di passare da un e. all'altro, ogni volta che s'incontra un sentimento diverso da quello cantato in precedenza; questo passaggio, chiamato «mutatio», «mutare», è un'inno-vazione riguardo alla musica ellenica e greco-romana. Infatti da genere a genere, da tono a tono, da modo a modo, da tessitura a tessitura, da ritmo a ritmo, ecc., non hanno stabilito un processo che permetta di chiamare sempre con lo stesso nome la prima nota della tradizione; anzi nella musica greca ciascuno dei modi aveva la sua scala di trasposizione e non poteva scegliere il piacere il grado assoluto da cui partire.
La teoria modale gregoriana arcaico-moderna crede ritrovare nei tre e. «naturale»-inferiore, «molle»-centrale, «duro»-superiore, il quadro melodico generatore delle più antiche melodie gregoriane, dicendo che le otto moduli, autentiche e plagali, sono di origine tardiva e non spiegano i fenomeni di costruzione melodica gregoriana.