ESCHIUS (van Essche), Nikolacs. - Teologo ascetico-mistico, rappresentante della GERANO (v.). Groot, n. a Oosterwijk nel Brabante il 1507, p. 1. - D. Diest (Belgio) il 19 luglio 1578. Studiò alla scuola dei Fratelli della vita comune di Hertogenbusch e all'Università di Lovanio. Sa- cerdote nel 1530, si recò a Colonia come precettore in casa di H. Herli e attese con successo all'educa- zione della gioventù.
Tra gli altri, furono suoi allievi L. Surio (v.) e S. Pie- tro Canisio, che ne subì notevole influsso ed ebbe per lui parole di alto elogio (*Confessionum*, 1, ed. Braunsberger, Friburg 1908, pp. 17-18).
La malferma salute non consentì a E. di prendere l'abito cortesino e dovette contentarsi di ricevere ospita- lità in una casa dell'Ordine. Nel 1539 fu nominato di- rettore del beghinaggio di S. Caterina a Diest, di cui si può considerare secondo fondatore, e il card. Granvella lo nominò arciprete di quel decanato.
Scrisse opere di teologia ascetica e mistica, indirizzate in modo particolare alle persone che vivono nel mondo e desiderano seguire un più alto ideale di vita cristiana: *Comme Plaidecium in laudem D. Dionysii Carthusiani*, in *Dionysii II. contra Alchioranum* (Colonia 1533); *Die grote evangelische Perle* (Anversa 1542) ed. latina: *Margarita evangelica* (Colonia 1543); *Corte end heyligen regel* van leves (ed. latina: *Isagoga seu Introductio in vitam univer- sam*, Anversa 1563 con il *Templum animae*); *Exercitia theologica mystica* (ivi 1563); *Exercitia spiritualia, quae compendio hominem in Deum transformare queant, auth. D. N. Eschio magnae apud Brabantes existimatiomis et pietatis viro* (Roma 1612). Traduise di G. Tualero: *Exercitia de vita et passione Satarioris* (Colonia 1548, Anversa 1537, 1565; 1° ed. reca in appendice: *Adiuncta sunt fere eiusdem argumenti alia quaedam exercitia prorsus divina, auth. D. N. Eschio*). In trad. it.: *Meditazioni pie et divote di N. Giocanni Tanlero sopra la Vita et Passione Giesu Christo*. Tradotti in volgar fiorentino dal rev.mo. mons. Alessandro Strozzi, gentil'humano fiorentino, e ve- scavo di Volterra. Appresso alcuni eserciti non men cat- tolici che dotti di M. Nicolò Eschio, tradotti per lo mede- simo* (Firenze 1572).