ESICHIOL'ASCETTA, SANTO

ESICHIOL'ASCETTA, santo. - Anacoreta del sec. VIII, facilmente confuso con l'omonimo detto «il 'Taumaturgo»; forse perciò la sua festa (6 marzo) non è costante nelle diverse Chiese di siri, coppi e greci.

Si è pochissimo di lui. Oriundo della regione Andrapera presso Ancira nel Ponto, cercò la solitudine del Monte Maione, non lungi d'Adrania in Bitinia, dove eresse un oratorio all'apostolo s. Andrea. Avvisato da un angelo della vicinanza della morte, atterriva gli astanti con il timore dell'inferno, ma chiuse la sua vita, piena di murali, con grande pace, fulgente il splendore divino, regnando Costantino VI insieme a Irene sua madre e quindi fra il 780-97. Il suo corpo, prima tumultato davanti all'iconostasi (dell'oratorio di S. Andrea?), fu poi (808) trasferito presso l'altare da Teofilato, vescovo d'Amasia.

Interessante per gli storici è il rinvenimento e l'utilizzazione del manoscritto tutto l'oggetto, donde prese questi fatti il Sinassurio greco.

Bibl.: D. Papenbrochius, in Acta SS. Martii. I, Anversa 1868, p. 456; Vita (dal Sinassurio gr.), ibid., pp. 456-57 e 886-87; cf. I. Bucc. in Acta SS. Octobris. II, Patrici-Roma 1866, p. 142, num. 6.