ESPERO e ZOE, santi, martiri. - Sono commentati insieme con i figli Teodulo e Ciriaco il 2 maggio. Erano servi di un certo Catalo, pagano, che li condusse seco da Roma ad Attalia in Panfilis. Un giorno i due giovani figli, insofferenti del giogo del padrone, si dichiararono apertamente cristiani, ma Catalo li mandò insieme con la madre in una sua villa. Quivi, in occasione della nascita di un figlio a Catalo, si rifiutarono di mangiare della carne immolata; furono perciò chiamati dal padrone irri-tato, e poiché persistevano nel loro rifiuto e confessavano la loro fede cristiana, Catalo dapprima fece scarmificare alla presenza della madre i due giovani, poi li fece gettare tutti e quattro in una fornace ar-dente. Il loro martirio sarebbe avvenuto durante il regno di Adriano. A Costantinopoli Giustiniano fece costruire una chiesa in onore di Z.
ESPERO E ZOE, SANTI, MARTIRI
Bibl.: Acta SS. Marii, I, Parigi 1866, pp. 180-82; Synax. Constantinop., col. 649 sqq.; Martyr. Romanum, p. 168; Agostino Amore