EUDOSSIA (EUDOCIA), imperatrice di BISANZIO. - Moggie di Teodosio II, n. ad Atene verso la fine del sec. IV, m. a Gerusalemme nel 460. Fu chiamata Atenaide dal nome della città nativa e, figlia del filosofo sofista Leonzio, ebbe un’ottima educazione letteraria e scientifica. Essendo stata diseredata a causa di vertenze familiari, si recò a Costantinopoli per chiedere protezione e aiuto a Pulcheria, sorella di Teodosio II, reggente dell’Impero durante la minore età del fratello. Fu molto apprezzata alla corte bizantina sia per la sua cultura che per la sua bellezza e, dopo essere stata battezzata da Attico, patriarca di Costantinopoli che le impose il nuovo nome di Elia E., sposò Teodosio II il 7 giugno 421 e nel 423 ebbe il titolo di Augusta. Ebbe una figlia, Licinia Eudossia, che fu poi la moglie di Valentiniano III.
Si interessò molto alle varie lotte religiose e prese le parti di Nestorio contro Citillo Alessandro, persistendo nell’errore fino alla più tarda età. Compì un pellegrinaggio a Gerusalemme nel 438. ma, qualche anno dopo, accusato di infedeltà, fu costretto ad allontanarsi da Costantinopoli e ad andare a Gerusalemme in esilio. Fu potessa e scrisse molto; i suoi versi, benché molto apprezzati da Fazio, non hanno un grande valore letterario. Sono ricordati particolarmente un poematto in onore di Teodosio II, una parafrasi dei libri di Daniele e Zaccaria, un’esposizione poetica dei primi otto libri del Vecchio Testamento e i tre libri sui martiri Cipriano e Giustina, di cui rimangono frammenti pubblicati in PG 85, 827-64.
EUDOSSIA (EUDOCIA), IMPERATRICE DI BISANZIO
BIBL.: W. Wiegand, Eudoxia. Gemahlin des ostirnischen Kaisers Theodosius II, Worms 1871; F. Cracovius, Athenae, Gesch. einer byzant. Kaiserin, Lipsia 1882; A. Ludwig, Eudoxia Augusta. Prachi Livii. Claudiani carminum Graecorum religionis, 1879; G. L. Arvanitakis, Atöö Eudoxii Caro 1907; L. Cohn, s. V. Pauly-Wissowa, VI, coll. 960-1. Emma Santovito