Enciclopedia Cattolica vol. V, 1950 Agiografia Santi

EUFEMIA DI CALCEDONIA, SANTA, MARTIRE

Festa: 16 settembre

English Cita

EUFEMIA di CALCEDONIA, santa, martire. - Gli atti giunti a noi non sono autentici (BHG, 619 sgg.; BHL, 2708-14). E. era una vergine consacrata a Dio; durante la persecuzione di Diocleziano gli furono spezzati i denti con un martello e quindi fu gettata nel rogo. I Fasti Vindobonenses priores assegnano il suo martirio al 16 sett. dall'a. 303 (MGH, Auctores antiquissimi, IX, p. 290). La venerazione della martire si estese ben presto sia in Oriente che in Occidente, come è attestato più volte dai Sinassari greci, dal Martirologio geronimiano, dai calendari di Cartagine e di Napoli, dai Sacramentari, ecc. In Oriente ebbe una basilica in Antiochia (Moschus, Pratum, 88: PG 87, 2945).

A Costantinopoli più chiese furono dedicate a s. E. (R. Janin, Les églises de ste Euphémie à Constantinople, in Echos d'Orient, 37 [1934], pp. 270-75). In Egitto è ricordata nel calendario di Oxyrhyncos (B. P. Grenfell-A. S. Hunt, The Oxyrhynchus Papyri, parte 9°, n. 1337, pp. 19-43). In Africa nella chiesa di Kherbet-el-Ma-el-Abiad, tra Costantina e Setif, vennero deposte memoriae di s. E. l'a. 474 (P. Monceaux, Enquête sur l'épigraphie chrétienne d'Afrique, in Mémoires de l'Académie des Inscriptions et Belles Lettres, XII, 1 [1907], p. 112). Ad Aquileia si commemorava al 3 sett. la dedicazione della Basilica a L'ingresso reliquiorum di un gruppo di santi, tra cui s. E.; sotto la stessa data veniva ricordata in Grado la dedicazione della basilica di S. E. costruita dal patriarca Elia. A Milano, forse fin dal tempo di s. Ambrogio, vennero portate reliquie di s. E. e se ne faceva la commemorazione al 27 nov. A Rouen il vescovo Vitriccio mise in venerazione reliquie di s. E. (De laude Sanctorum; PL 20, 448). A Ravenna si contano ben cinque chiese dedicate a s. E. Una in città edificata al di sopra di una chiesa più antica; una seconda a Classe detta ad mare, cioè il battistero della basilica Probi, trasformato dal vescovo Massimiano in chiesa di s. E., ma già demolito al tempo di Agnello; una terza che Agnello chiama « in Calinico »; una quarta fuori porta Aurea; una quinta fuori porta S. Lorenzo. Sempre a Ravenna nel 550 il vescovo Massimiano depose reliquie di s. E. nella chiesa S. Stefano. A Roma il suo culto fu localizzato in una basilica situata nella IV ragione urbana, cioè nella Suburra; essa è ricordata da Gregorio di Tours (ca. 537-94) come un punto di riunione delle vedove nella processione della grande litania settiforme. L'edificio era senza tetto al tempo di Sergio I (687-701), il quale lo restaurò (Lib. pont., I, p. 375). Non si sa quando la basilica sia stata eretta, ma certo essa doveva essere anteriore a quella che il papa Gelasio aveva dedicato a s. E. in Tivoli tra gli az. 492-96 (Lib. pont., I, p. 255). Presso Albano una basilica in onore di s. E. fu eretta da papa Dono (676-678). In Calcedonia, nella basilica eretta sul suo sepolcro, si ammirarono prezioso stoffe, sulle quali, a testimonianza di Asterio di Amasea, erano rappresentati gli episodi del suo martirio (BHG 2, 623; Evagrio, Hist. eccl., II, 3; J. Pargoire, L'église Ste Euphémie et Rufinianes, in Echos d'Orient, 14 [1911], pp. 107-11).

La martire fu rappresentata in Ravenna in uno dei medaglioni a musaico nella cappella di S. Pier Crisologo (CIL, XI, 261) e chiude il corteo delle martiri in S. Martino in « Caelo Aureo »; oggi S. Apollinare nuovo (CIL, XI, 281); in Parenzo in uno dei medaglioni in musaico nell'interno dell'arco trionfale della basilica del vescovo Eufrasio (O. Marucchi, Le recenti scoperte nel duomo di Parenzo, in Nuovo bull. di arch. crist., 2 [1896], p. 16). Fu pure effigata in un affresco di una nicchia absidata nell'antica basilica di S. Clemente, ne resta la parte superiore, di aspetto giovanile, con ricco diadema di perle sul capo e la scritta SCÀ EUF [emia] (Wilpert, Moschus, tsv. 213, 4, p. 1035); si ha pure la figura di s. E. in un affresco in S. Lorenzo fuori le mura del sec. XII.

Bull.: Marty, Hieronymianum, p. 187, 351, 370, 447, 511; J. Cravian, Une fête liturgique mystérieuse. La mémoire de ste Euphémie de Chalcédoine à la date du 13 avril, in Echos d'Orient, 15 [1936], pp. 168-82; E. Donekel, Aussermische Heilige in Rom von Aufängen unter Liberias bis Leo IV (517), Lussemburgo 1938, pp. 38-38.

Enrico Josi

EUFEMIA di CALCEDONIA, santa, martire - Dipinto di Andrea Mantegna (1454; dopo il restauro). - Napoli, Pinacoteca.
EUFEMIA di CALCEDONIA, santa, martire - Dipinto di Andrea Mantegna (1454; dopo il restauro). - Napoli, Pinacoteca.(fot. Gab. Fat. della Sapriva, alle Gall. di Napoli)

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), coll. 789–790.

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Josi, Enrico. “Eufemia di Calcedonia, santa, martire.” In Enciclopedia Cattolica, vol. V, coll. 789–790. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950. https://azioneromana.com/it/article/eufemia-di-calcedonia-santa-martire.

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Josi, Enrico. “Eufemia di Calcedonia, santa, martire.” Enciclopedia Cattolica, vol. V, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950, coll. 789–790. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/eufemia-di-calcedonia-santa-martire.

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