EVERUX, DE HENRICHE GEORG AUGUST

EVERUX, DE HENRICHE GEORG AUGUST. - Orientalista ed eseguita protestante, n. a Gottinga il 16 nov. 1803, m. 11 a maggio 1875. Dapprima (1822-24) fu maestro liceale a Wolfenbüttel, ove nella celebre biblioteca gli divennero famigliari i manoscritti orientali. Ritornato a Gottinga come ripetitore alla facoltà teologica (1824) e come professore di lingue orientali e di esegesi (1827-37 e 1848-67), la sua vita fu assorbita da lotte scientifiche, religiose, politiche.

Due volte, nel 1837 e 1867, gli venne tolta la cattedra di Gottinga, specialmente in seguito alla sua sfrenata avversione contro la Prussia. Dal 1867 al 1874 fu deputato al Reichstag per la città di Hannover; da uomo politico colse già prima ogni occasione, quasi in tutte le prefazioni, appendici delle sue opere scientifiche, per inviare commenti a tutte e tutti, in specie contro Roma ed i Gesuiti (v. , p. 43-49). L'appendice Uber festuien im jetzigen Deutsch.

LANDT). Negli 1838-48 l'esule occupò la cattedra di Tubinga, addivenendo anche nella nuova sede a gravi contrasti con i suoi colleghi, D. Fr. Strauss e F. Chr. Baur. Nel 1862-63 fu zelante promotore della riforma della sua Chiesa humanitaria e confondente del Protestantenererin.

Autoritario all'accesso, non ammise le opinioni altrui; "prendevano troppo spesso le sue immaginazioni per realtà" (F. Vigouroux). Mordace nel linguaggio, perse malta del suo prestigio scientifico e si creò ovunque avversari (A. Knobel, Exegetisches Vademecum für Herrn Professor E. in Tubingen, Giessen 1844).

La produzione letteraria scientifica di F. fu immensa ed ebbe allora attraverso le varie nuove edizioni una grande risonanza. E abbracciò anzitutto: 1) la linguistica orientale, così da meritarsi il titolo di fondatore del metodo storico-comparativo della linguistica semitica. Con questa preparazione filologica e con tale metodo storica si rivolse alla Bibbia; 2) storia, archeologia, traduzione ed interpretazione, teologia biblica; 3) dedica anche particolare attenzione agli apocrifi del Vecchio Testamento. Fu inoltre confonditore della Zeitschrift für die Kunde des Morgenlandes (1837-50), fondatore del Jahrbücher der biblischen Wissenschaft (1849-65), collaboratore instancabile di Gottinger Gelehrte Anzeigen (dal 1824), di Theologische Studien und Kritiken, ecc.

Tra le sue opere sono da segnalarsi: 1) De metris carminum Araborum (Braunschweig 1825); Kritische Grammatik der hebräischen Sprache (Lipsius 1827; 5a ed. 1834, sotto il titolo Anführliches Lehrbuch der hebräischen Sprache; 8a ed. 1870); 6) Grammatica critica linguae Arabicae (Ivi 1831-33); Abhandlungen zur orientalischen Literatur (Gottinga 1832); Hebräische Sprache, tiefe für Aufgänger (Lipsius 1842; 1a ed. 1874); Über die arabisch geschriebenen Werke jüdischer Sprachgethrten (Stoecarda 1841); Sprachwissenschaftliche Abhandlungen (I-III, Gottinga 1861-62, 1871). 2) Die Komposition der Genesis kritisch untersucht (Braunschweig 1823); Commentarius in Apocalypsin Ioannis exegeticus et criticus (Lipsius 1828); Die Dichter des Alten Bundes (4 voll., Gottinga 1835-39); Die Propheten des Alten Bundes (Stoecarda 1840-41; 2a ed., 3 voll., Gottinga 1867-68); Geschichte des Volkes Israel bis ins nachpostolische Zeitalter (3 voll., ivi 1843-52; 3a ed., 7 voll., ivi 1864-68); Die Bücher des Neuen Bundes übersetzt und erklärt (ivi 1850-1870); Die Lehre der Bidel von Gott, oder Theologie des Alten und Neuen Bundes (4 voll., Lipsius 1871-76). 3) Abhandlungen über das äthiopischen Buches Ilenokh Entziehung, Sinn und Zusammenhaltung (Gottinga 1854); Über Entstehung, Inhalt und Wert der Sibyllinischen Bücher (ivi 1858); Das vierte Erzbuch nach seinem Zeitalter, seinen arabischen Übersetzungen und neuen Wiederherstellung (ivi 1863).

BIBL.: E. C. Bertheau, s. V. in Reuten, f. prot. Theol. in Kirche, V. pp. 682-87; F. Vigouroux, s. V. in DB, II, coll. 213-231; T. W. Davies, fl. E., London 1903; A. Berthold, s. V. in Die Rel. in Gesch. u. Gegen., II, coll. 453-55. Adalberto Metzinger.