EX NUMISMATIBUS

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EX NUMISMATIBUS.
EX NUMISMATIBUS.

(da Hieronymi Fraastorii, carmina, Padova 1789)
FRACASTORO, GEROLAMO - Rijatto - Biblioteca Vaticana, exemplare del fondo Fermioli.

commune (pars pro toto), che nell'antica letteratura cristiana molte volte significa la celebrazione dell'Éucharistia.

Espressioni simili si trovano nel Vecchio Testamento (Is. 38, 7; Jer. 16, 6-7; Lam. 4, 4; Ez. 18, 7, 16) e in parte riflettono il pensiero dei Giudei, presso i quali il rito di spezzare il pane, compiuto dal padre di famiglia all'inizio di un pasto in comune, rivestiva un carattere religioso e indicava un vincolo sacro, con cui tutti i commensali erano uniti.

Quest'uso fu adottato da Gesù, che come capo di una nuova famiglia spirituale spezzò il pane davanti alla folla da lui sfamata nel miracolo della moltiplicazione (Mt. 14, 19; 15, 36; Mc. 6, 4; 8, 6; Lc. 9, 16; Io. 6, 11). Alla vigilia della sua morte ripeté il rito nell'istituzione della Eucaristia (Mt. 26, 26; Mc. 14, 22; Lc. 22, 19; I Cor. 11, 24), che s. Paolo chiama "pans quem frangimus" (ibid., 16, 16).

Per il duplice uso fattone dal Signore, la f. p., nel Nuovo Testamento, può indicare sia un pasto comune, sia la Cena eucaristica; soltanto dal contesto è possibile stabilire il valore dell'espressione nei singoli casi. La f. p. Emmanus (Lc. 24, 30-35), sulle sponde del lago (ibid., 24, 41-43; "piscis assus") e durante il tempestoso viaggio verso Malta (Act. 27, 35) è oggi comunemente considerato un pasto ordinario, invece quella celebrata dai primi cristiani: Gerusalemme (ibid. 2, 42, 46) da S. Paolo a Troade (ibid. 20, 7, 11) è ritenuta eucaristica. Quando la f. p. ha significato eucaristico non indica la consacrazione sub una specie, ma tutto il rito sacro, che viene denominato dalla parte più cospicua (a potiori).

Presso gli scrittori cristiani (p. es., Didache 14, 1; Ignazio Martire, Eph., 20, 2; Eva àprov xàvres) la f. p. significa "Eucaristia, come pure nell'arte delle Catacombe (cf. I. Wilpert, F. p., die älteste Darstel-lung des eucaristischen Opfers in der Cappella greca" ent-deckt und erläutert, Friburgo in Br. 1905; V. BANCHETTO).

Dalla f. p. si passò alla frazione Sacramenti, che è quel rito della Messa latina, per cui l'Ossia viene divisa in tre parti (corpus tuforino) e che dai tempi di Amalario (sec. IX) acquisito un significato ecclesiologico (cf. l'erudito lavoro di H. De Lubac, Corpus Mysticum. Eucharistie et Eglise au moyen âge, 2a ed., Parigi 1949, pp. 297-339). Nel sec. XVI Melchior Cuno sostenne che nella frazione Sacramenti è verifica la ragione di sacrificio, pro-pria dell'Eucaristia (De locis theologicis, Bassano 1776, I. XII, cap. 12, p. 302), ma la sua opinione, già combattuta da S. Tommaso (Sum. Theol., 3, q. 83, a. 4; a. 6, ad 6), non ebbe seguito (v. FRAZIONE DELL'OSTIA).

Bibl.: Th. Schermunn, Das 'Barthschen' im Uehrlisten-tum, in Biblische Zeitschrift, 8 (1910), pp. 33-52, 612-83; F. Cabrol. s. V. in DACL, V. coll. 1203-16; T. E. Ferris, The simple 'f. p.', in Theology, 11 (1923), pp. 109-71; A. Van der Eevers, F. p. de qua Act. 3, 4, 7, 16, in Didache 14, 1; in Didache 14, 2