EYCK, HUBERT JAN van. - H., m. nel 1436, menzionato ancora nel 1425; J., il fratello minore, m. nel 1441. Una tarda (?) iscrizione sulla cortice dell'altare di Gand è il principale documento per attestare l'esistenza di H. come pittore, che avrebbe cominciato l'altare, finito, dopo la sua morte, da J. La vita di J. è molto meglio documentata: nel 1422-24 è pittore presso il conte Giovanni di Baviera all'Aja; nel 1425, dopo la morte del conte, diventa «varllet de chambre» e pittore di corte presso il duca Filippo il Buono di Borgogna, e tale rimane anche quando si trasferisce dal 1425-28 a Lilla, e, dal 1430, a Bruges, dove rimane fino alla morte, e dove finì, nel 1432, l'altare di Gand. Per il duca fece viaggi a Tournai, in Portogallo, ecc.
Sull'altare di Gand esistono tuttora delle tesi contrastanti: secondo alcuni studiosi sarebbe tutto di Jan; le diverstità stilistiche fra le 12 tavole verrebbero spiegate come derivanti dalla evoluzione dell'artista durante il lavoro. Secondo altri, che si attengono alla iscrizione, l'altare sarebbe stato cominciato da Hubert e finito dal più giovane Jan. In questo caso la divisione fra i due fratelli rimane difficilissima e malisciura. Forse sono di Hubert (o in parte) le parti inferiori, con l'Adorazione dell'Agneilo, le Schiere dei cavalieri, gli Ermiti, ecc. Di Jan sarebbe gli sportelli superiori ed esteriori e alcune ridipinte a compimenti delle parti inferiori.
In ogni caso con l'altare di Gand ha inizio una nuova era della pittura nordica: vi domina «sia di uno o di due artisti — un senso plastico, un naturalismo largo e potente, un'espressione individualistica che contrasta con il precedente stile gotico e la tenerezza del cosiddetto stile internazionale del principio del secolo: il che va inteso anche come un'affermazione della ricca borghesia delle città fiamminghe, in contrasto con il gusto cortigiano delle generazioni precedenti.
A seconda si attribuiscono le singole parti dell'altare di Gand all'uso o l'altro dei fratelli sarà necessario rivendere le attribuzioni delle opere precedenti. Esse sono la Crocifissione «l'Ultimo Giudizio nella Galleria di Washington (prima a Leningrado), le Tre Marie alla tomba di Cristo nella collezione Beuningen, Vierhouten (prima Cook, Richmond), la Madonna nella chiesa e il Crocifisso fra s. Giovanni e la Madonna nella Galleria di Berlino, tutti

"Exullet" - In alto: inuside V con Aloma Dei e Cristo in surado; sotto: Dicem: il Londe. Misiatum dell'E. n. 2 (sec. XIXII) - Mirabella Eelano. Archivio chiesa collegiata.
NYSTIQUE. Anversa 1945: P. Jewett Mather, The problem of the abortion of the Lamb, in Gazette des beaux-arts, 19 (1946), pp. 269-84 e 30 (1946), pp. 73-92; A. Zilber, La divorce de J. V. E., Parisi 1947; A. H. Cornette, De portretten van J. V. E., Anversa 1947; L. V. Puyvelde, The Holy Lamb, Parisi-Bruxelles 1947; id., The fléminh primitiver, Londra 1948; Th. Musper, Überstehungen zu Rogier V. d. Weyden e J. V. E., Stoccarda 1948; Cf. anche Fiamminica, atti: bibl. Bernardo Deghenart.