FABER (FAVRE, LEFÈVRE), PIERRE, beato. - Gesuita, n. il 13 apr. 1506 a Villaret in Savoia. Dal 1525 fu studente alla Sorbona a Parigi, condividendo la camera con S. Ignazio di Loyola e S. Francesco Saverio al Collegio di S. Barbara. Ordinato sacerdote e promosso magister artium diede il nome alla senatore Compagnia di Gesù accogliendo come l'unico già sacerdote i primi voti dei compagni a Montmartre (1534). Trasferitosi con essi in Italia, a Venezia (1536) ed a Roma (1537), il F. tenne per incarico di Paolo III la cattedra di teologia insieme con il Lanze alla Sapienza.
Dal 1540 fu in Germania piacere nelle controversie religiose, rafforzando i cattolici contro il protestantesimo, partecipando a varie diete a Worms, Ratisbona (1540-41), Spira (1542), Magonza (1543). Dopo un viaggio in Belgio, ritornando a Colonia (1544) il F. vi fondò la prima residenza dei Gesuiti in Germania. Invitò in Spagna e Portogallo lavorò per affari ecclesiastici e per l'Ordine a Lisbona, dove Giovanni III voleva trattenere definitivamente, indi ad Eversa, Valladolid, Toledo, Madrid, Gandia, Valenza, Barcellona. Richiamato per partecipare al Concilio di Trento in qualità di teologo del Papa, F. partì già infermo, e morì a Roma quattordici giorni dopo il suo arrivo, il 16 ag. 1546. Fu beatificato da Pio IX (5 sett. 1872). La festa si celebra all'11 di ag. 11 b. P. F. per la profonda pietà, modestia, mitezza, cultura e santità di vita esercitò un grande influsso in tutti i luoghi, in cui passò, e in gran parte a lui di deve la simpatia che in tal modo ebbe la Compagnia di Gesù. Rimangono di lui il diario Memoriale, alcune lettere scritti spirituali, che rivelano un'anima d'intensa vita interiore.