FABRIANO, DIOCESI DI

FABRIANO, DIOCESI di. - La storia della città e del territorio di F. è unita a quella della Chiesa di Camerino, alla cui estesa circoscrizione appartiene F. dalle origini per tutta l'età medievale, fino al sec. XVIII. Nel 1728 Benedetto XIII la costituì sede vescovile, ma unita «aceque principaliter» a Camerino. Più tardi, per eliminare ogni contesa, Pio VI con la bolla Saepae factum est dell'8 luglio 1785 la rese autonoma e contemporaneamente erigeva la sede vescovile di Matelica, unendola «aceque principaliter» a F.; le due diocesi ebbero un vescovo unico fino al presente. Il vescovo risiede in F. Complessivamente la diocesi si estende per 322 kmq. con una popolazione di 38.000 ab., tutti cattolici, districati in 43 parrocchie, con 63 sacerdoti diocesani e 33 religiosi, un seminario; 7 comunità religiose maschili con 56 professi, e 16 femminili con 166 professe (1949).

Numerose fondazioni monastiche, fiorite nel periodo del dominio della Chiesa di Camerino, appartengono alla città e diocesi di F.: S. Maria in Campo, sec. XI; S. Salvatore di Val di Castro, ca. sec. XI, dove morì s. Romualdo (s. Pier Damiani, Vita di s. Rom., 6g: PL 1, 145); S. Angelo, sec. XIII; S. Biagio, in città, dell'Ordine dei Camaldolesi e S. Vittore delle Chiuse, presso Picciorsara a destra del Sentino: Il monastero fu prima dei Benedettini, poi della Congregazione di S. Croce di Ponte Avellana, soppresso da Innocenzo VII nel 1405; le antiche carte conservate risalgono al sec. X (R. Sassi, Die documenti capitali su le origini del monastero di S. Vittore delle Chiuse, in Rassegna marchigiana, [1950], pp. 335-53); infine S. Maria d'Appennino, sec. XI (R. Sassi, Le carte di S. Maria d'Appennino, in Studia Picena, 5 [1929], pp. 77-122). Più tardi vi si stabilirono i religiosi Silvestrini, sec. XIII, dei quali fu generale il ven. Andrea di Giacomo da F. (1298-1326), i Francescani (R. Sassi, Un documento per la storia francescana di F., in Atti e memorie d. r. Deput. d. storia patria per le Marche, 5a serie, 4 [1941], pp. 57-66) e i Domenicani.

Analogamente alla religiosa, anche la storia civile di F. è conosciuta per il periodo del tardo medioevo. Sarta a libero comune dopo il Mille, la città cadde poi sotto il dominio dei Chiavellici che la governarono come vicari della S. Sede fino al sec. XV, quando si pose fine alla loro tirannia con lo sterminio dell'intera famiglia (sec. 1353) del S. Alessandro. La storia dell'altero della città e territorio ha una maggiore risonanza nel sec. XVI e ne fu governatore nel 1520 il card. Giulio de' Medici (Clemente VII; R. Sassi, L'umanista camerine Varino Favorito governatore di F., in Studia Picena, 19 [1949], pp. 63-95); le successive vicende seguono quelle dello Stato pontificio fino all'annessione del 1860.

MONUMENTI. - F. possiede un notevole gruppo di chiese artistiche: S. Lucia di cui rimane gran parte della costruzione trecentesca (ca. 1350); abside, fianco sinistro e campanile (R. Sassi, Chiese artistiche di F., in Rassegna march., 7 [1928], pp. 45-53); nella cappella di S. Orsola è nel convento annesso sono vasti affreschi di scuola fabrianese dei sec. XIII-XV; fra le tavole preziose conservate è una Madonna col Bambino di Fr. Ghisai; la Cattedrale intitolata a S. Venanzo: il primitivo tempio fu decretato, insieme al culto, dal Capitolo e popolo di Camerino (ca. 1046); rimane la caratteristica abside popolane e, in ambienti tra questa e il coro, sono conservati affreschi di scuola locale; S. Agostino, ricostruita nel 1768, con portale ed affreschi del '300; nel territorio, il tempio di S. Vittore delle Chiuse è tra i più bemonumenti romanici della regione marchigiana. Al preiodo del barocco appartengono, per trasformazioni rilevate in gran parte nel sec. XVII, le chiese: S. Niccolò, originariamente del sec. XIII (R. Sassi, Chiese artistiche di F., in Rassegna march., 8 [1930], pp. 269-82). S. Biagio, dei Camaldolesi, ricostruita nel 1657: vi si conserva il corpo di R. Romualdo traslatori nel 1486. S. Benedetto, originariamente del sec. XIII, dei Silvestrini: fu anche sede primitiva della nostra Confraternita del Gonfalone (1535); S. Venanzo (cattedrale) e S. Lucia (S. Domenico).

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Fabriano, diocesi di - S. Antonio Abate e decesi, tavola di A. Noci (seconda metà xiv sec.) - Fabriano, Pinacoteca.

di F., in Rassegna march., 8 [1930], pp. 269-82). S. Biagio, dei Camaldolesi, ricostruita nel 1657: vi si conserva il corpo di R. Romualdo traslatori nel 1486. S. Benedetto, originariamente del sec. XIII, dei Silvestrini: fu anche sede primitiva della nostra Confraternita del Gonfalone (1535); S. Venanzo (cattedrale) e S. Lucia (S. Domenico).

La patria di Gentile da F. ebbe una forte scuola di artisti (sec. XIII-XV) di tradizione giottesca, sui quali domina il pittore Allegretto Nuzi (1315-73): la più grande vescovile raccolta delle sue tavole, insieme con altre pregevoli, si conserva nella Pinacoteca civica (L. Serra, La Pinacoteca civica e il Museo degli anziani di F., Fabriano 1921). Gli Archivi comunale e capitolare di S. Venanzo posseggono prezioso materiale di storia medievale e monastica. - Vedi tav. LXIV.

BIBL.: P. Fr. Kehr, Italia Pontificia, IV, Berlino 1909, pp. 123-25; Cappelletti, VII, p. 633 sq.; L. Serra, L'arte nelle Marche, Pesaro 1929; B. Molaioli, Guida artistica di F., Fabriano 1937; Cottineau, I, coll. 1067-98.