FACCIOLATI (FASOLATO), JACOFO. - Erudito italiano, n. a Torreglia, sui Colli Euganei, il 4 genn. 1682, m. a Padova, il 26 ag. 1769. Seguendo la vocazione sacerdotale, conseguì il dottorato in teologia nel 1704. Fu professore di greco, di latino, di teologia per parecchi anni nel Seminario di Padova e nel 1723 fu chiamato alla cattedra di logica dell'Università patavina. Mantenne corrispondenza con i più illustri eruditi del tempo: fra gli altri con il Lagomarsino, con il Maffei, con il Muratori e con il card.
Stefano Borgia. Ebbe fra i FORCELLINI, EGIDIO (v.) che avviò alla compilazione del Lexicon.
Fra i suoi scritti sono degni di ricordo: le correzioni al Calepinus (Padova 1708), l'Ostografia moderna italiana per uso del Seminario di Padova (ivi 1718) e l'ampliamento dell'Apparatus Ciceronianus del Nizolius (ivi 1734) per le quali opere si giovò dell'aiuto del Forcellini; De spirimi studii orationes X (ivi 1723); Acrones dialecticae (ivi 1726); Il giovane cittadino istruito nella scienza civile (ivi 1740); De gymnasio Patavina syntagmata (ivi 1752); Fasti gymnasii Patavini (ivi 1757); Vistica teologica (ivi 1763; ed. che raccoglie anche scritti precedenti sullo stesso argomento). Particolare fortuna ebbero alcuni suoi commenti a Cicerone: le orazioni pro Ronco e pro Quintio (ivi 1723), il De officiis (Venezia 1747), un corpus di opere filosofiche (Padova 1753).
Mancò al F. la penetrazione del filologo e l'ampia visione dello storico: ma ebbe innato il gusto umanistico della lingua classiceggiante, che si manifesta con particolare evidenza nelle sue orazioni latine. Diversi scritti inediti si trovano presso il Seminario di Padova.