FACOLTÀ UNIVERSITARIA. - L'espressione può essere spiegata storicamente in due sensi. Secondo il primo e più semplice si intendeva per f. la licenza (facultas) ubique docendi; ma il termine è passato poi a disegnare il complesso di insegnamenti a proposito dei quali la facultas poteva essere conferita.
È da avvertire altresì che il termine « università » non indicava l'insieme degli insegnamenti impartiti in più rami dello scibile, sibbene la corporazione organizzata degli studenti o dei professori (corpus, collegium, societat, comunitas, consortium o universitatis consortium o anche communio consortium a semplicemente universitas scholarium o magistrorum).
Il termine f. venne in seguito, e specialmente per influenze dell'organizzazione scolastica degli studi, ad indicare l'insieme degli insegnamenti relativi ad un particolare settore a arte. Così per il diritto diviso in civile e canonico, così per la grammatica, retorica, filosofia, così anche per la teologia, la medicina o fisica. In questo senso il termine facultas è correlativo all'altro di collegium. L'organizzazione dei dottori, docentes di una stessa branca di cultura, era pure indicata così: si annoveravano il collegium iuridicum, il collegium medicinae a simili.
Questi collegi potevano essere separati e formare una università di per sé. Secondo il concerto della università degli studi di oggi potevano sembrare incompleti. Più spesso una stessa universitas si ripartiva in settori interni, a cui corrispondevano altrettanti collegi o facultates predisponendosi così il concetto più moderno di universitas studiorum. Le varie f. o collegi avevano i propri dirigenti e una certa autonomia interna nell'ambito della universitas. Tipica è la divisione di questo genere che si trova nell'Università di Padova fin dai tempi più antichi della sua storia. Anche Bologna al primitivo nucleo per l'insegnamento del diritto (ars o facultas iuridica), aggiunse altre artes nei primi del '200 o f. per la medicina e per la filosofia.