FALCONI, JUAN, venerabile. - Mercedario, n. a Fifiana nel 1596, m. nel 1638. Fu professore a Segovia e ad Alcalà.
Nei suoi scritti Cartilla para saber leer en Cristo, Vida de Dios, Memento de la Misa, El pan nuestro de cada día (tutte postume; per le edizioni cf. Dudon, pp. IX-X), F. postula, nell'impossibilità di meditare, il metodo contemplativo; la totale rassegnazione al volere di Dio può sostituire il metodo ragionativo. Accusato di far parte della setta degli Alumbados, se ne dovette scagionare nel 1629. Enorme fu la fortuna degli scritti del F. presso
Molinos e i quietisti italiani; dell'Alfabeto per saper leggere in Christo si contano le edizioni di Lecce 1660, di Roma 1665, 1669, 1680.
Il 1º apr. 1688 furono condannate dal S. Ufficio le seguenti traduzioni italiane (oltre il precedente Alfabeto): Lettera scritta ad una figlinale spirituale nella quale l'insegna il più puro e perfetto spirito dell'orazione; Lettera scritta ad un religioso in difesa del modo d'orazione in pura fede da lui insegnato. Probabilmente le traduzioni italiane furono poste all'indice non per la dottrina in sé, quanto per il pericolo che una falsa lettura poteva recare nell'ingrandire la vampaia quietista della 2ª metà del sec. XVII.