FALUDI, FERENC

FALUDI, FERENC. - Poeta e letterato ungherese, gesuita, n. il 25 marzo 1704 e Köszeg, m. il 18 dic. 1779 a Rohoncz, dopo aver vissuto quasi sempre in Austria a Vienna, Graz, Presburgo, Linz, Tyrnau, insegnando lettere, storia, esegesi, filosofia. Fu anche direttore della tipografia accademica di Tyrnau e bibliotecario a Presburgo. Dal 1740-45 fu a Roma confessore in lingua ungherese e studioso di letteratura.

Per l'elegante prosa F. è chiamato il « Cicerone ungherese », e come poeta è stato rivelato, specialmente dopo la sua morte, per merito del poeta nazionale Nicola Révay. Vanno ricordati i suoi verzi Költeményes maradványi, 2 voll., Győrett (1786-87); e i suoi racconti Teli elszakáh (« Sare d'inverno »), Posombos 1787 gli ottennero una grande fama. Vivente, F. pubblicò parecchi libri di formazione spirituale e civile, molto stimati dalla nobiltà.

BIBL.: Sommervogel, III. coll. 537-59; G. Gáfin, F. F. (1794-79) (Publications ad historiam S. I. in Hungaria illustrandam, n. 15), Budapest 1942. Amaldo M. Linz
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“FALUDI, FERENC.” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 596. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/faludi-ferenc.