FAVARONI, AGOSTINO del. - Teologo agostiniano, n. a Roma ca. il 1360, m. a Prato nel 1443 in fama di santità. Compì gli studi teologici a Bologna, dove, inviato nel 1384, diventò cancelliere nel 1386, maestro nel '92 e successivamente docente nella facoltà teologica della stessa città. Insegnò in seguito « Perugia (1411) » a Firenze (1416).
Nel 1419 fu eletto generale dell'Ordine, nel 1431 arcivescovo di Nazareth negli Abruzzi e l'anno seguente amministratore apostolico di Cesena. Prese parte al Concilio di Basilea, dove nel 1433 furono condannate come hussite alcune sue proposizioni (cf. Mansi, XXXIX, pp. 109-10). ■ F. fece appello al papa Niccolò V, ma la commissione dei teologi istituita per l'esame delle proposizioni incriminate ne diede un giudizio sfavorevole. Come teologo ■ F. si distingue per il suo pronunciato spirito di reazione alla scolastica. Nella dottrina della giustificazione alcune espressioni poco esatte lo hanno fatto passare per preluterano. La difesa da tale accusa, mossa principalmente da A. V. Müller, tentata da Deniffe, Stakemeier, benché soddisfacente non è ancora perfetta.
Le opere principali, tutte manoscritte, sono: Super sententias libri IV; Tractatus de Sacramento unitati Christi; De Christo capite Ecclesiae; De potestate papae et potestate summi pontificatus; De christo Christi erga electus; i commenti delle epistole paoline ai Romani, ai Corinti, agli Ebrei, ai Galati, agli Efesini, ai Colossei, ai Filippiesi; De sacerdotio Christi et electorum; De libero arbitrio; De peccato per originem tracto, ecc.