FEDERICO III, IMPERATORE. — N. 21 sett. 1415, m. il 19 ag. 1493. Eletto re di Germania il 2 febbr. 1449 (incoronato nel 1442), ultimo dei sovrani tedeschi prese la corona imperiale a Roma il 9 marzo 1452.
Incapace di una politica decisa ed energica, non riuscì ad assicurarsi l’obbedienza della Boemia né dell’Ungheria, in contrasto con due pericolosi vicini: Giorgio Padiebrard, re di Boemia, e Mattia Corvino, re d’Ungheria. Ma neppure negli Stati creditari seppe imporre la sua autorità, e dovette lottare a lungo con i principi tedeschi e con il fratello Alberto VI. Dopo un periodo d’intesa, Mattia Corvino gli mosse guerra, e occupò parte dell’Austria e Vienna (1485). E seppe tuttavia preparare per il futuro alla famiglia notevoli vantaggi, sia stringendo accordi con Mattia Corvino per la successione al trono ungherese, sia procurando il matrimonio del figlio Mussimiliano con Maria Bianca, erede del ducato di Borgogna.
FEDERICO I d’Aragona, re di Napoli. — N. da Ferrante I e da Isabella di Chiaromonte, probabilmente il 16 ott. 1451. Il padre lo destinò a missioni diplomatiche e militari, tra cui quella diretta a sostener Carlo il “temerario contro Luigi XI (1474) e a procurare allo stesso F. l’eredità borgognona per mezzo di un matrimonio con Maria, figlia del ducato. Il progetto fallì, e F. che pure aveva preso parte alla battaglia di Grandson (2 marzo 1476) abbandonò il campo del Temerario. Sposò invece Anna di Savoia, nipote del re di Francia, e, rimasto vedovo di questa, Isabella del Balzo (1486).
Durante la congiura del 1485 rifiutò di accettare il trono del padre, offerto dai baroni, e riuscì a sfuggire alla rete che gli era stata tesa. Successo al trono Alfonso (25 gen. 1494) e inizialosi l’offensiva di Carlo VIII contro il Regno. F. operò con infelice successo quale comandante della flotta nelle acque liguri (battaglia di Rapallo, 11 sett. 1494). Dopo l’abdicazione di Alfonso e l’altro breve regno di Ferrante II, divenne a sua volta re (7 ott. 1496). Riuscì a riconquistare Gaeta e a domare i baroni sempre ribelli. Sperava con l’aiuto del re cattolico di resistere ad Alessandro VI che aveva stretto lega con Luigi XII, e il 15 dic. 1499 lo aveva scomunicato; speranze del suo fratello di Granata (11 nov. 1500). In mancanza di altri alleati, a F. non restò altro partito che trattare con i francesi (25 luglio 1501); nel sett. seguente abbandonò il suo Regno rinunciandovi a favore di Luigi XII e ricevendo in compenso in contea del Maire. Mori e Montis-Plessis-Les-Tours il 9 nov. 1504. Durante l’esilio aveva trovato conforto nell’amicizia del Sannazzaro, che generosamente l’aveva seguito.