FEDERICO III, principe elettore e duca di SASSONIA. - N. a Torgau il 17 genn. 1463, m. a Lochau il 5 maggio 1525. Primogenito dell'elettore Ernesto, successe al padre nell'ag. del 1486.
Promosse le scienze e le arti e fondo (1502) l'Università di Wittenberg, a cui chiamò Lutero e Filippo Melan-
tone. Fu amico di Giorgio Spalatin, suo cappellano di corte, e di Erasmo da Rotterdam. Per quattro volte fu vicario imperiale. Patrocinò la riforma della costituzione dell'Impero, in senso particolaristico, presso Massimiliano I, alla cui morte (1519) rifiutò la candidatura alla corona imperiale, e si adoperò per l'elezione di Carlo V, contrastata dal Re di Francia. Fu da principio un fervento cattolico: nel 1493 si era recato pellegrino in Terra Santa e ne aveva riportato varie reliquie, che custodì nella chiesa del convento dello Spirito Santo, da lui fondato, a Wittenberg. Era stato inoltre favorevole ad una più rigida osservanza della regola nei conventi. Ma, più tardi, non negò a Lutero la sua protezione. Quando questi fu citato a presentarsi a Roma, F. fece sì che fosse interrogato in Germania ad Augusta dal card. Tommaso de Vio (ott. 1518). Con la bolla Exsurge Domine (15 giugno 1520) erano condannate 41 proposizioni luterane; dipendeva ora dal principe sassone il dare o meno esecuzione alla bolla, la quale ordinava che gli scritti di Lutero fossero bruciati e il riformatore inviato a Roma. F. permise che Lutero continuasse il suo insegnamento. Dopo che questi fu condannato e stava per essere posto al bando dalla Dieta di Worms (1521), F. lo fece rapire e trasportare alla Wartburg, dove il riformatore attese alla traduzione della Bibbia. Storici protestanti affermano che F. fu, fin dagli inizi della riforma, un convinto luterano. Tale opinione fu abbandonata dal Kolde e dal Kirn. Comunque F. negli ultimi anni della sua vita professò apertamente il luteranesimo e difese da ogni attacco la nuova eresia, che gli deve, almeno in parte, la sua fortuna. Morì celibe. Gli successe il fratello Giovanni il Costante, con il quale aveva diviso il governo dei paesi ereditari.