FERDINANDO II DI BORBONE, RE DELLE DUE SICILIE

FERDINANDO II di Borbone, re delle Due Sicilie. - Figlio di Francesco I e di Maria Isabella di Spagna, n. a Palermo il 12 genn. 1809, m. a Napoli il 22 maggio 1859. Salito al trono l'8 nov. 1830, sposò il 21 nov. 1832 Maria Cristina di Savoia, che gli morì troppo presto. Sul principio sembrava indulgere e qualche larghezza, piegò poi a politica con-

servatrice e chiamò a dirigere la polizia Saverio Del Carretto che aveva represso i moti del Cilento sotto Francesco I. Cominciarono subito i moti liberali, complicati dal separatismo dei Siciliani, i quali, oltre che riforme, chiedevano separazione da Napoli, con l'indipendenza amministrativa dell'antico Regno di Sicilia. Nel 1837, in occasione del colera, scoppiarono i primi moti siciliani per ottenere l'alter ego al conte di Siracusa, fratello del re. Il Del Carretto invece, per conseguire maggior fusione fra i sudditi dalle due parti del Faro, accrebbe i trasferimenti di funzionari siciliani a Napoli e di napoletani in Sicilia. Fu allora che Michele Amari, uno dei trasferiti a Napoli, pubblicò (1842) la prima edizione della Storia del Vespro, una coperta protesta dei Siciliani contro i Borboni. Nel 1844 si verificarono sul continente disordini che si conclusero con la fucilazione dei fratelli Bandiera.

Nel 1847 Luigi Settembrini pubblicava la Protesta dei popoli delle Due Sicilie; il 12 genn. 1848 ebbe inizio a Palermo la rivoluzione, che in pochi giorni separava l'isola dal continente. F. il 29 genn. concesse, primo tra i sovrani italiani, una costituzione modellata su quella francese del 1830; lasciò poi che truppe napoletane manovessero contro l'Austria. Ma il moto del 15 maggio 1848 a Napoli rimise F. sulla via dell'assolutismo: sciolse il Parlamento, sottomise la Sicilia senza intervento straniere e con inesorabili processi colpi quanti agognavano ad innovazioni istituzionali da lui ritenute sommamente pericolose. Nel 1856 Agesilao Milano attentò vanamente alla sua vita.

Su F. la tradizione liberale ha troppo facilmente dimenticato le cure apportate dal Re all'agricoltura, all'industria, all'amministrazione dello Stato, all'esercito in particolare, alla marina che divenne una delle più potenti del Mediterraneo, e l'atteggiamento di coraggiosa indipendenza assunto di fronte all'Inghilterra nella questione degli zolfi, quando non si piegò nemmeno innanti alla minaccia del bombardamento di Napoli. I politici inglesi non gli perdonarono più tanta fermezza. Fece costruire la prima ferrovia italiana (1839) e ampliò le comunicazioni telegrafiche. Ospitò il Congresso degli scienziati italiani nel 1845. Dalla fine del 1848 al 1850 accolse a Gaeta e a Portici Pio IX esule da Roma; non seppe però nei suoi rapporti con l'autorità ecclesiastica spogliarsi del tutto da quel giurisdizionalismo ch'era tradizionale nella sua Casa, e fra l'altro costrinse La Civiltà Cattolica a lasciare Napoli per Roma.

BIBL.: È naturalmente amplissima: si veda F. Lomani, Il Risorgimento (guida bibl.), Roma 1925. Tra le opere moderne, G. Paladino, Il 25 maggio 1848 a Napoli, Roma 1920, non definitivo; A. Amante, F. II, re delle Due Sicilie, Torino 1925; A. Ferone, La finanza napoletana, Napoli 1930; B. Croce, Storia del Regno di Napoli, 2ª ed., Bari 1931; M. Labadessa, Il Tavaliere di Puglia, esperimento borbonico di colonizzazione, Roma 1933; C. Trasselli, F. II di Napoli visto da un diplomatico piemontese, il marchese Crusa di Vergegni 1838-39, in Rass. stor.
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“FERDINANDO II DI BORBONE, RE DELLE DUE SICILIE.” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 702. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/ferdinando-ii-di-borbone-re-delle-due-sicilie.