FERDINANDO I di Borbone, re delle Due SICILIE, IV di NAPOLI, III di SICILIA. - N. a Napoli il 12 genn. 1751 dal re Carlo III, e ivi m. il 4 genn. 1825. Re di Napoli nel 1759 quando il padre divenne re di Spagna, fu assistito nel governo da una reggenza nella quale ebbe preponderanza il ministro Bernardo Tanucci.

Continuò nei riguardi della S. Sede quella politica giurisdizionalista inaugurata da Carlo III che intendeva rivendicare i diritti sovrani di fronte alla Chiesa escludendo la precedente politica dei mutui accordi e considerò la famosa presentazione della chiesa come un dono grazioso, non più come un segno di soggezione finché nel 1788 la negò affatto. Sposò Maria Carolina figlia dell'imperatrice Maria Teresa la quale, eliminando l'influsso del Tanucci, riuscì a far passare il Regno dalla politica spagnuola a quella austriaca e a dirigere sempre più il governo sulla via dell'assolutismo illuminato, radicatosi ormai nella famiglia degli Asburgo. Sotto la pressione dell'invasione francese nel dic. del 1797 F. riparò in Sicilia, donde ritornò a Napoli nell'apr. del 1799 con l'aiuto delle navi inglesi del Nelson e delle bande armate del card. Ruffo; dovette riparare di nuovo in Sicilia sotto la protezione inglese quando Napoleone diede il trono di Napoli prima nel 1806 al fratello Giuseppe poi al cognato Gioacchino Murat.

Nel 1812, per imposizione di lord Bentinck, fu concessa alla Sicilia quella Costituzione che doveva assicurare ai Siciliani il mantenimento dell'indipendenza insulare e dell'unione puramente personale dei due Regni di Napoli e Sicilia; concessione particolarmente invisa a F. e ai Napoletani a che tanto influì sulle vicende di quello che fu chiamato il Regno delle Due Sicilie.
Ritornato a Napoli con la restaurazione nel 1815, F. seguì la politica conservatrice che aveva il suo appoggio nell'Austria e provocò i moti del 1821 prontamente repressi.
Con la S. Sede F., migliorò i rapporti precedenti e strinse il Concordato del 6 febbr. 1818 che doveva essere come un complemento di quello del 1741 a regolò l'insegnamento, le circoscrizioni ecclesiastiche, le dotazioni e la libertà di acquisto degli enti religiosi, riservando al Re il diritto di nomina ai vescovadi. Del resto F. non fu alieno da ben intese opere di governo; la prima nave a vapore italiana (1818) fu varata a Napoli; protesse le Università di Napoli e Palermo; promosse gli scavi di Pompei, fondò un osservatorio astronomico.
Bibliografia4 opere
Carmelo Trasselli