FERRARI, PAOLO. - Drammaturgo, n. a Modena il 5 apr. 1822, m. a Milano il 9 marzo 1899. Primo in Italia avvertì l'esigenza d'un'arte drammatica attenta ai problemi morali, dandone la migliore prova in Cause ed effetti (1871), dove l'istituto della famiglia, già esaltato in Prosa (1858) contro gli eccessi romantici, era difeso contro il materialismo che nel matrimonio vedeva un semplice contratto di beni dotali.
In genere però l'ispirazione etica rimase solo intenzionale nel F., che non di rado portò in superficie i pregiudizi ed i convenzionismi della borghesia coeva. Così in Duello (1868) sostiene che questo, teoricamente condannabile, in pratica riesce utile; in Ridicola (1872) pensa che il timore d'essere schermito rende guarding il cello nello scegliere moglie e vigile il marito nella tutela dell'onorabilità domestica. Artisticamente compiute sono le commedie storiche di Goldoni e il Parini. Nel resto il F. non riesce a documentare a piano la vita del suo tempo; più che creatore, è spesso rielaboratore dei modelli del teatro francese.