FILELFO, FRANCESCO

FILELFO, FRANCESCO - Lettera autografa a Ottaviano Ubaldini
con la quale il F. invia la Consolatio ad Jacobum Marcellum patricum Venetum... de obitu Volcrt filii (1461) - Biblioteca Vaticana,
cod. Vat. ist. 1790, f. 11.

BIBL.: Eusebio, Hist. eccl., VIII, 9-10; Acta SS. Februarii, I, Parigi 1853, pp. 459-64; E. Le Blami, Notes sur les actes de si Philias, in Nuovo bull. arch. crist., 2 (1896), pp. 37-33; J. R. Knipfing, The date of the Acts of Phileas and Philoronias, in Harv. theol. res., 16 (1923), pp. 198-203; Martyr. Romanum, pp. 48-49. Vincenzo Monachino

FILELFO, FRANCESCO: - Umanista n. il 25 luglio 1398 a Tolentino nella Marca d'Ancona, m. a
Firenze il 31 luglio 1481. Scolaro in Padova di Gasparino Barzizza, completò i suoi studi a Costantinopoli a sposò la nipote di Manuele Crisolora. Polemista vivace, avverso a Cosimo dei Medici, seguace dei Visconti e poi degli Sforza, finì al servizio di Lorenzo il Magnifico.

Traduttore e commentatore di Aristotele (Rhetorica
ad Alexandrum e Ethica Nicomachea), il suo interesse prevalente per problemi di retorica e di morale si orientò in senso peripatetico, anche se non di rado egli tentò, secondo un costume diffuso, l'accordo fra aristotelismo e platonismo. I suoi scritti filosofici più importanti, e cioè le ancora inedite Commentationes Florentinae de exilio (1449 ca.), i Connivia Mediolanensis (1443), il De morali
disciplina (cominciato nel 1473 e troncato al libro V della morte), le Epistole (ed. a Venezia nel 1502), rivelano un senso concreto del valore dei beni terreni, del piacere corporeo, non disgiunto della consapevolezza del significato dei valori del cristianesimo. Il concetto aristotelico che l'uomo non è solo spirito, ma sintesi concreto di corpo e anima, sinolo, individuo vivente in cui l'anima è «atto perfetto di un corpo che ha la vita in potenza», lo rendeva avverso ad ogni ascetismo stoicizzante o platonizzante. Di qui appunto la sua simpatia per Epicuro

del quale, specialmente in alcune lettere, tesse l'elogio. Ma sempre senza che ciò significhi polemica anticristiana in senso paganeggiante. Epicuro è visto come il pensatore che, riconoscendo la terrestre missione dell'uomo, gli ha proposto un modello di vita purissimo, quello della calma, della pace, della alipia (ἀλύπος = senza dolore) non contrastante in se stesso con le idealità cristiane. Il F. scrisse inoltre: poemi, epistole, satire (ingiuste le accuse contro Pio II), epigrammi, odi, traduzioni, e, a edificazione degli indotti, una Vita di s. Giovanni Battista in terzine, e pensò di ricavare il suo capolavoro configurando all'iliade un poema latino, Sphorius, in lode di Francesco Sforza.

BIBL.: C. De Rosmini, Vita di F. F., 3 voll., Milano 1868; A. Messer, De morali disciplina, in Archiv for Geos. der Philol., 9 (1896), pp. 337-41; F. Tocco, Ancora del De morali disciplina, ibid., pp. 486-97; G. Benudduri, Contributo alla bibliografia di F. F., Tolentino 1902; G. Gentile, La filosofia, Milano s. d., p. 295 seg.; G. Satta, Filosofia italiana e umanesina, Venezia 1928, pp. 65-67; E. Garin, Tutti inediti e rari di C. Landino e F. F., Firenze 1949, pp. 37-45. Eugenio Garin
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“FILELFO, FRANCESCO.” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 777. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/filelfo-francesco.