FILIPPO II, AUGUSTO, RE DI FRANCIA

FILIPPO II, Augusto, re di Francia. - Succeduto al padre, Luigi VII, nel 1180, in giovannisima età (era nato a Parigi il 21 ag. 1165), tutta la sua vita passò nella difesa dell'istituto monarchico e nella lotta contro la strapotenza dei grandi signori feudali. Ebb. all'inizio di essa, l'appoggio del conte di Fiandra, Filippo d'Alsazia, contro cui doveva poi rivolgersi, con l'aiuto di Enrico II d'Inghilterra, contro il quale pure, a sua volta, doveva combattere, nel tentativo di indebolire la potenza inglese in Francia, ove essa era predominantemente. E, con l'inaspettato appoggio del figlio stesso di Enrico II, Riccardo Cuor di Leone, doveva in-figgere i primi colpi al re inglese. La commozione suscitata dalla caduta di Costantinopoli rinovava, intanto, nella cristianità, l'aspettativa di una crociata.

F. A., con Federico Barbarossa e Riccardo Cuor di Leone, successo frattanto ad Enrico II, vi partecipò. Dopo le prime avvisaglie di uno scontro a Messina, le vicende dell'assedio di S. Giovanni d'Acri resero F. A. e Riccardo nemici. Il primo tornò rapido in Francia: la caduta in prigionia, nelle mani del duca d'Austria e poi di Enrico VI, del rivale, ritardandone la presenza sul suolo contestato, dette la possibilità a F. A. di impadronirsi dei feudi inglesi in Francia. Il tentativo, peraltro, non riuscì, per il riscatto, prima e poi, per la fortuna in guerra di Riccardo Cuor di Leone. Solo l'intervento d'Innocenzo III salvava la monarchia capetina. La morte improvvisa di Riccardo e il diverso valore del successore, Giovanni senza Avere, riapriva la via all'impresa unificatrice di F. A. La rivalità del re inglese con Arturo, conte di Bretagna, favoriva ulteriormente le mire francesi: al principio del nuovo secolo, la Normandia, la Bretagna, il Poitou e l'Aquitania entravano a far parte della monarchia francese. Ancora una volta, era stato l'intervento di Innocenzo III, stanno delle vessazioni subite dal clero inglese, a favorire decisamente la causa di F. A. Nel 1213 l'invasione dell'Inghilterra era sul punto di attuarsi, allorché, a fermarla, venne la sottomissione di Giovanni al Papa. Una questione matrimoniale aveva, intanto, profondamente diviso F. A. e Innocenzo: il divorzio dalla seccorda moglie Ingeborg, di Danimarca, e le nuove nozze con Agnese di Merano. Vi fu una serie di atti pontificali (fra gli altri un interdetto sulla Francia), un Concilio a Soissons, una finta riconciliazione, seguita da un reale imprigionamento della sventurata Ingeborg. Poi,

all' morte di Agnese, il sovrano reintegrò nei suoi diritti Ingeborg. Era la sperata invasione dell'Inghilterra, con il bisogno che recava dell'alleanza danese, ad aver quel peso pratico che la parola del Pontefice non aveva potuto ottenere. Anche per la corona imperiale vi fu scontro tra re e pontefice: F. A. sostenne lo Svevo, suo omonimo, il Pontefice, Ottone di Brunswick. Nel 1274, a Bouvines, F. A. riaccava, peraltro, la potenza di Ottone, allegato ai suoi feudatari ribelli. Negli ultimi anni di regno, legava il suo nome alla crociata contro gli Abigessi ed all'episodio conclusivo della lunga lotta con la dinastia rivale dei Plantageneti: la spedizione in Inghilterra del figlio Luigi. Con estrema doppiezza, sconfessava pubblicamente il delitto, aiutandone sotto mano l'iniziativa. E Luigi, marito della nipote di Giovanni senza terra, entrava vittorioso in Londra, mentre il re vinto moriva. Peraltro gli Inghresi, recuperando la loro solidarietà, costringevano l'invasore a ritornare in Francia. Pochi anni dopo, F. A. moriva, il 14 luglio del 1223, artefice, se altri ve ne fu, con tutti i suoi difetti, dell'unità francese attorno alla monarchia.

BIBL.: R. Davidson, Ph. II. Ang. n. Ingeborg, Stoccarda 1888; A. Cattellieri, Philipp II. August, König von Frankreich, 4 voll., Lignes 1902-1921; P. Scheffer-Boichorst, Deutschland u. Ph. in den 7. 1920-1921, in Gesammelte Schriften. II. Berlino 1903; A. Luchaire, Louis VII, Ph. Ang., Louis VIII. in Hist. de France, 2. cura di E. Lavisse. III. n. Parigi 1901; id., La sérénité française au temps de Ph. Ang., 1911, 1909.

Pier Fausto Palumbo